Di Marzio: solo sui monti l’uomo torna ai valori reali

I personaggi della teatinità. L’ex presidente del Cai protagonista di numerose escursioni e scalate in tutto il mondo per appagare la voglia di conoscenza
CHIETI. Eugenio Di Marzio, personaggio della mia vetrina domenicale, ha da sempre un patto speciale con la montagna, che ha ratificato quando si è iscritto al Cai, il Club Alpino Italiano, diventandone uno dei più attivi e stimati protagonisti. Quella montagna dove l’uomo, ha dichiarato Eugenio Di Marzio in una intervista, «messo a contatto con la natura torna ai suoi valori reali». E sulla montagna, autore di tante imprese che sono rimaste nella storia dell’alpinismo, oltre che di innumerevoli iniziative per valorizzarla e difenderla e per portare soccorso a chi si è trovato in difficoltà, si può dire che Eugenio ha trovato se stesso.
Nel corso del mio ormai lungo percorso di cronista mi sono interessato tante volte del Cai e di Eugenio, spesso sollecitato dal suo attivismo che lo ha portato a scalare le montagne di tutto il mondo e a fare escursioni nei punti più lontani per soddisfare la sua voglia di conoscere, di esserci e di portare in aree lontane dalla civiltà e dal benessere concreti appoggi. Sto parlando di Himalaya, di Sudamerica, di Africa, di Polo Nord e Polo Sud dove Eugenio, nel corso di questi anni, ha fatto tappa per dare sfogo alla sua passione di alpinista, ma anche per portare aiuti e cercare di contribuire a risolvere problematiche che affliggono i popoli incontrati nel suo peregrinare.
Infatti ha partecipato a tante spedizioni alzando la bandiera di Summit for Peace, per dar corpo e concretezza all’idea dell’alpinista Oreste Forno di legare le salite delle montagne più alte della terra al nome della pace e della solidarietà. Ho avuto in più occasioni la possibilità di intervistarlo e di raccogliere le sue sensazioni per le tante sfide lanciate alle vette del mondo, insieme ai suoi compagni di cordata, uniti dalla stessa passione.
Ci sono stati, nella sua storia, anche momenti particolari generati da episodi che hanno suscitato polemiche, che non mancano nemmeno nel mondo dell'alpinismo, come contrasti emersi dopo una spedizione in terra himalaiana con l’altro teatino Giampiero Di Federico. Tutto superato alla fine perché alle alte quote frequentate da chi pratica alpinismo non c’è spazio per risentimenti e odi.
Impossibile a questo punto, raccontare tutte le imprese, tutti i percorsi, tutte le iniziative fatte in nome del Club Alpino Italiano (di cui oggi Eugenio è vicepresidente, strettissimo collaboratore del presidente Ennio Melena) con il convolgimento diretto della Università d’Annunzio, per importanti ricerche in ambito scientifico, ma, anche per dare del personaggio l’immagine che merita, offro come ricordo particolare e importante la presentazione del video “Il mio Nepal” fatta dopo il drammatico e devastante terremoto che ha colpito quel territorio stupendo ed unico. Nel video si ammira la splendida capitale del Nepal, Khatmandu prima e il dopo, per dare piena dimensione alla enorme tragedia che ha colpito quel popolo. Eugenio, come esponente del Cai, si è dato tantissimo da fare per promuovere iniziative in favore di quella terra così atrocemente colpita, come non si mai tirato indietro quando sono state promosse spedizioni negli angoli più spediti del mondo per conquistare le cime più difficili ma anche per affermare sempre di più lo spirito e la cultura di un alpinismo che fa della solidarietà una bandiera da onorare in ogni impresa, con la realizzazione di opere e infrastrutture di primaria necessità per le popolazioni residenti. In tanti remoti luoghi Eugenio Di Marzio ha così reso pieno onorare al Cai, all’Abruzzo e alla sua città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

