Di Masso, campione col basket nel sangue

2 Ottobre 2016

I simboli della teatinità. Dalla serie A con la Rodrigo alla scoperta dei nuovi talenti del parquet

CHIETI. Il basket nel sangue, anzi, per essere più esatti visto il ruolo che ha occupato ed occupa, nel cuore e soprattutto nel cervello: non trovo miglior modo per presentare il personaggio odierno nella mia vetrina, Cesidio Di Masso, ieri playmaker della Rodrigo in indimenticabili campionati ai massimi livelli nazionali, ed oggi impegnato come istruttore a dare allo sport teatino nuovi talenti.

Cesidio è stato uno di quella splendida covata di atleti locali che i due allenatori slavi, che si sono succeduti alla guida del basket locale, Boris Sinkovic e Todor Lazic, riuscirono a far crescere a Chieti con il risultato di far guadagnare alla città di Chieti la possibilità di calcare i palcoscenici del basket nazionale. La Rodrigo infatti conquistò il diritto a giocare in serie A2, allora a girone unico.

Con Cesidio Di Masso, a dimostrazione del gran lavoro fatto sui giovani locali che soprattutto Todor Lazic portò avanti in quel periodo, infatti c'erano altri ragazzi teatini destinati ad essere protagonisti in più campionati con i colori locali. Parlo di Marzoli, D'Ottavio, Gialloreto, Anconetani, il compianto Odorisio, Mancinelli e Cardo ed altri ancora che ebbero spazio in quelle straordinarie annate sportive vissute dal basket teatino.

Cesidio era un giocatore di grande cuore e temperamento: le sue doti tecniche erano la grande capacità di giocare uno contro uno e di trovare spazio, grazie alla agilità e alla sua potenza atletica, per penetrare e mettere in crisi con le sue entrate a canestro le difese schierate. Ovviamente, visto il ruolo che gli veniva affidato, aveva anche ottima visione di gioco , autorità nell'organizzarlo ed anche un buon tiro da lunga distanza. Insomma un ottimo atleta, tecnicamente preparato, che poi ha messo a frutto le sue doti e tutto quanto aveva imparato dai suoi mitici e già citati allenatori diventando anche lui un tecnico di prim'ordine, capace di avviare tanti giovani nel mondo del basket e di creare, nella storica palestra di Piana Vincolato, le basi necessarie per far emergere nuovi talenti. Dicevo dell'amore sconfinato per il basket che lo portò, nel 1989, a creare, insieme all'indimenticabile Alessandro Giuliani, prematuramente scomparso a causa di un incidente stradale, una società che mantenesse accesa la fiammella di questo sport nella città teatina, in un momento in cui la pallacanestro teatina rischiava di scomparire.

Furono anni certamente non facili, ma vissuti con passione ed entusiasmo da Cesidio e dal gruppo che era riuscito a creare, di appassionati ed ed ex giocatori, attorno alla sua impresa sportiva, mettendo su mattoni su mattoni, superando tante difficoltà ed ottenendo anche buoni risultati, fino al 2005 quando la sua società venne rilevata da Gianni Di Cosmo per dare vita alla nuova realtà che ha riportato il basket ai grandi livelli del passato. In questa operazione di rilancio Di Masso si è ritagliato un ruolo di grandissima importanza, come è certamente quello di impostare a livello giovanile attività che vanno dai più piccoli del minibasket alle squadre giovanili.

Cesidio non si è rivelato come un ottimo istruttore, forte di tante esperienze vissute sui campi di basket, ma soprattutto un educatore sempre attento a dare dello sport l'immagine più giusta ai suoi giovani allievi, capace di trasmettere il virus della passione per il basket a tutti coloro che ha avuto in palestra. Per tanti ragazzi è stato ed è un punto di riferimento, un esempio da seguire per crescere e magari fare meglio di quanto lui è stato capace di fare, E se dovesse accadere si può essere certi che il più felice sarebbe Cesidio.