Di Naccio tra gli eletti: «Questo è il mio riscatto»

Un seggio nella minoranza all’ex assessore “cacciato” da Progetto Lanciano De Felice a casa: dai conteggi non è consigliere, Forza Italia valuta il ricorso
LANCIANO. È un «riscatto democratico», per l’ex assessore Antonio Di Naccio, il suo ingresso, da consigliere, tra i banchi dell’opposizione dopo che la maggioranza Pupillo lo aveva esautorato dall’incarico lo scorso 19 gennaio proprio su richiesta del suo gruppo, Progetto Lanciano. Per effetto dello schema di ripartizione dei seggi in consiglio infatti Di Naccio, prima non conteggiato, rientra a pieno titolo tra i consiglieri del gruppo di Tonia Paolucci (cui spettano tre seggi in tutto) assieme a Riccardo Di Nola. A Forza Italia spetta, invece, un posto solo dato che il seggio del candidato sindaco sconfitto, Errico D’Amico, viene detratto da quelli attribuiti a tutto il gruppo di liste e va individuato in quello che ha ottenuto il minor quoziente, in questo caso Forza Italia. In tutto i consiglieri della coalizione sono sei: D’Amico, Gabriele Di Bucchianico, Paolo Bomba, Angelo Palmieri, Graziella Di Campli e Roberto Gargarella.
Il riscatto di Di Naccio. «Sono innanzitutto contento di essere rientrato in consiglio in modo da rendere il gruppo di Tonia più forte», dice Di Naccio, ex fedelissimo del leader di Progetto Lanciano, Pino Valente, «e poi sono soddisfatto di aver preso, nonostante una trentina di schede annullate, gli stessi voti di 5 anni fa. Questo è il segnale che i cittadini hanno capito che il mio percorso all’interno dell’amministrazione Pupillo è stato interrotto abusivamente e bruscamente». Lo scorso autunno Di Naccio, di fronte ad una eventuale scelta di Valente di candidarsi da solo a sindaco, decise di non appoggiarlo, preferendo restare fedele al sindaco Pupillo «per proseguire il lavoro svolto in 5 anni». Una scelta che gli costò la sfiducia di tutto il gruppo e la revoca dell’incarico da assessore. Alle elezioni, infine, Di Naccio ha appoggiato la Paolucci. «Non è stato un percorso semplice», ammette, «ma sono felice di portare avanti il programma in una squadra che ho apprezzato per i temi programmatici e per la novità che rappresenta. Con Pino non mi saluto più, anche per sua scelta, ma con il sindaco Pupillo, a cui ho fatto anche gli auguri per il nuovo mandato, sono rimasto in rapporti cordiali. Ho capito che non era sua la responsabilità. Adesso», precisa, «è il momento di portare in aula ciò che ho a cuore e pungolare l’amministrazione su temi per me fondamentali e urgenti, come la tutela della pubblica incolumità e l’emergenza frane. L’inverno è alle porte, ci sono famiglie in zone come Santa Giusta, Madonna del Carmine, via Bergamo, porta San Biagio, Costa di Chieti, che vivono il dramma di vedere seriamente intaccate le loro abitazioni. Va bene il decoro urbano e il progetto di Central Park, ma io alla Regione avrei chiesto 1,5 milione di euro per le frane: l’abbellimento della città può venire dopo. Da due anni e mezzo è depositato il progetto su questa emergenza». Un ultimo sassolino dalla scarpa Di Naccio lo dedica a Valente: «Non mi pare il suo, a giudicare dai numeri, un grande exploit: nel 2011 come candidato prese da solo oltre 1.200 voti, a cui sommare quelli delle liste. Questa volta con una sola lista ha preso meno di 1.800 voti».
Forza Italia. «Valuteremo in base alle pubblicazioni sull’albo pretorio se effettuare un ricorso», commenta Bruno De Felice, consigliere forzista escluso dalla ripartizione dei seggi, «certo dispiace che Forza Italia, nonostante il buon riscontro che nessuno immaginava, resti con un solo consigliere. Ripartiamo comunque da questo successo e da una squadra rinnovata che vede ottime persone in campo: ci candidiamo ad essere la nuova classe dirigente del partito».
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