Di Paolo: «Ma se va avanti verrà bocciato»

13 Gennaio 2015

Le reazioni degli altri candidati. Febo: ha favorito un privato. Marcotullio: calmi. Di Francesco: a casa!

CHIETI. «Quanto sta accadendo in questi giorni mette in luce, in modo evidente, quello che da sempre denuncio: l’incapacità e l’arroganza dell’amministrazione Di Primio».

Luigi Febo, candidato sindaco in quota Pd per la coalizione di centro sinistra nonché principale avversario del sindaco uscente, spara a zero su Di Primio travolto da accuse pesanti in merito al progetto di Megalò 3. La proverbiale aplomb di Febo lascia il campo alla critica pungente specie se si parla della delibera di giunta con cui l’amministrazione in carica ha supportato la società Akka srl, proponente del progetto Megalò 3 bocciato dal Genio civile.

«In parole povere il sindaco si è opposto ad una sentenza che di fatto protegge l’ambiente della sua città sostenendo la tesi di un privato. Se poi consideriamo questa scelta in un contesto di riqualificazione della città, di sostegno al commercio e di rivitalizzazione del centro storico appare chiaro - attacca Febo - che l’amministrazione Di Primio non abbia una minima idea di cosa vogliano dire e di come si affrontino questi temi, né la minima considerazione dell’ambiente».

Gongola Bruno Di Paolo, leader e candidato sindaco di un paio di liste civiche che fanno capo a Giustizia sociale. Che ieri mattina, con un tempismo da record, ha affisso i primi manifesti elettorali in città recanti lo slogan: “Se ti piange il cuore per come hanno ridotto Chieti non cambiare città…cambia sindaco!” a firma del “Polo delle brave persone con Bruno Di Paolo sindaco.” Il diretto interessato aggiunge: «Se il sindaco dovesse decidere di dimettersi sarebbe giusto che con lui vadano a casa assessori e consiglieri di maggioranza. Se, al contrario, sceglierà di andare avanti, verrà bocciato - prevede Di Paolo - dalla città alle urne. I teatini sono stufi di finire alla ribalta nazionale solo per episodi negativi».

Donato Marcotullio, candidato sindaco per IdeAbruzzo, è più conciliante e invita i due schieramenti politici ad amministrare la città piuttosto che a pensare ad altro. «La magistratura farà il suo corso per quanto riguarda l’inchiesta che ha travolto il sindaco Di Primio. Adesso la priorità - avverte Marcotullio - si chiama Chieti. E’ impensabile auspicare le dimissioni del sindaco con la conseguente nomina di un commissario che peggiorerebbe ulteriormente lo stato già comatoso della città rimasta bloccata, finora, dalla litigiosità interna al centro destra e dalle primarie indette dal centro sinistra».

Schietto e diretto come sempre Eugenio Di Francesco, per tutti “Tetè”, candidato sindaco della costituenda lista civica “Chieti protagonista.”

«Il sindaco farebbe bene a dimettersi subito insieme alla giunta e a tutti i consiglieri comunali senza distinzione di colore politico. Quando si parla di ambiente e di salute dei cittadini non si scherza- tuona Di Francesco- e non sono ammissibili visioni di parte. Anche il centro sinistra ha le sue colpe. In questa città nessuno sa niente o fa finta di non sapere fino a quando la frittata è fatta. Emblematico, in tal senso, il caso dei ripetitori installati sul campanile di San Giustino».

Jari Orsini