Di Primio cambia rotta Dedica una scuola a Troilo

14 Novembre 2015

Il sindaco che cancella la parola “partigiani” dai manifesti del 25 aprile riceve una telefonata dal figlio dell’eroe della Brigata Maiella e decide di...

CHIETI. Il sindaco fa marcia indietro. Dedicherà una scuola o una piazza a Ettore Troilo, il prefetto simbolo della Resistenza, nato a Torricella Peligna e comandante della Brigata Maiella, l’unico gruppo di partigiani ad essere decorato con la medaglia d’oro al valor militare alla bandiera. Il riconoscimento a Troilo, personaggio di spessore nazionale con vie intitolate alla sua memoria in tutte le maggiori città italiane, è in itinere dal momento che l’amministrazione comunale ha già avviato le pratiche attraverso gli uffici della toponomastica. Ma la chiusura del cerchio è stata tormentata volendo usare un eufemismo.

Nulla di nuovo, penserebbe qualcuno, considerando la ritrosia del sindaco a pronunciare la parola “partigiani”, sempre cancellata dai manifesti istituzionali pubblicati in occasione dei festeggiamenti in onore del 25 aprile, giorno della Liberazione.

Questa volta però, dietro l’iniziale diniego del sindaco ad intitolare una via a Troilo su precisa richiesta telefonica del figlio del comandante della Brigata Maiella, Carlo Troilo, noto giornalista collaboratore dell’associazione per la libertà della ricerca scientifica, Luca Coscioni, c’è una motivazione tecnica: non è possibile, codice della strada alla mano, intitolare più vie con lo stesso cognome in quanto esiste già in città una via, minuscola e senza uscita, dedicata ad un Troilo, il filosofo Erminio di Perano. La stradina si trova in via dei Vestini, poco prima del sottopasso che porta all’ospedale clinicizzato. Ostacolo, alla fine, superato con un sospiro di sollievo di tutti i protagonisti della vicenda.

ETTORE TROILO. E’ nato a Torricella Peligna il 10 aprile 1898. E’ stato un apprezzato prefetto italiano e, soprattutto, il comandante della Brigata Maiella durante il periodo storico della Resistenza.

A 18 anni Troilo partì volontario per la Guerra mentre nel 1922 conseguì la laurea in legge esercitando l’attività in uno studio legale di Milano dove conobbe Filippo Turati, il quale, a sua volta, presentò Troilo a Giacomo Matteotti. Nel 1943 venne catturato da militari tedeschi a Torricella Peligna riuscendo a fuggire.

Dopo la guerra, Troilo fu nominato prefetto di Milano. Dove, alla sua memoria, è dedicata una via prestigiosa che fiancheggia i Navigli. Un’altra via Troilo si trova a Roma e in tantissime altre città della Penisola. Eccetto, fino ad oggi, che a Chieti.

IL FIGLIO CARLO. Figlio di Ettore, Carlo Troilo è un apprezzato giornalista che ha sempre operato nel campo della comunicazione rivestendo il ruolo di responsabile delle relazioni esterne della Rai con esperienze di capo ufficio stampa di alcuni ministri italiani.

Da quasi un decennio collabora stabilmente con l’associazione Luca Coscioni con un impegno profuso, in particolare, per le tematiche dell’eutanasia, della trasparenza nella sanità e della disabilità.

LA TELEFONATA AL SINDACO. Il 23 ottobre scorso Carlo Troilo chiama il sindaco Umberto Di Primio per salutarlo e sottoporgli una domanda piuttosto diretta: «Caro sindaco perché Chieti non ha una via dedicata a mio padre, Ettore Troilo?». La risposta di Di Primio non si è fatta attendere. «Non è possibile perché a Chieti c’è già una via intitolata ad un Troilo... e il codice della strada non lo permette». La telefonata, di conseguenza, si tronca senza troppi convenevoli e con un certo disappunto di Carlo Troilo, deluso e in un certo senso stizzito dal diniego del sindaco.

IL CAMBIO DI ROTTA. Si materializza cinque giorni dopo la telefonata fra Troilo e il sindaco, ovvero il 28 ottobre. Quando Mario Colantonio, assessore con delega alla toponomastica, dà mandato, su indicazione del sindaco, ai tecnici dell’ufficio toponomastica del Comune di individuare un luogo o una struttura pubblica della città da intitolare al comandante della Brigata Maiella. Omaggiando, così, un personaggio della storia nativo della provincia di Chieti. La scelta del Comune cadrà, con ogni probabilità, su una scuola dello Scalo riportando in auge una pratica, l’intitolazione di scuole cittadine a personaggi locali di spicco non solo nel campo culturale, andata persa negli anni.