Di Primio chiede un vertice sulla sicurezza

25 Giugno 2018

Lettera al prefetto per la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico: «Mi dicano cosa posso fare con la polizia locale» 

CHIETI. Questa volta il raid dei sei banditi al Sarni Oro, nel centro commerciale Megalò, ha lasciato il segno. Una gang organizzata pronta in pochi minuti a fare razzia di tutto quello che si era prefissata di portare via dai negozi presi d’assalto. Ma messa in fuga solo dalla tempestività del sistema di allarme a base di nebbia che, complice l’oscurità, l’ha fatta desistere e scappare pochi istanti prima che arrivassero le forze dell’ordine. A marcare in negativo la notte tra giovedì e venerdì sono stati anche due altri raid in altrettanti ristoranti nei paraggi e la sparizione di quattro-cinque auto sempre nella zona dello Scalo. Quanto basta per far drizzare dalla sedia anche il sindaco, Umberto Di Primio.
Questa mattina il primo cittadino scriverà una lettera al prefetto, Antonio Corona, per chiedere al rappresentante del governo sul territorio, la convocazione urgente del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, da tenersi in settimana. Anche perché entro sabato 30 giugno bisogna presentare il progetto che punta a dotare la città di un centinaio di telecamere per la videosorveglianza e partecipare così al bando dei fondi nazionali. Poi Di Primio chiederà alle massime autorità di sicurezza e militari quali funzioni potrà svolgere la polizia municipale per andare incontro alla richiesta di maggiore tutela del territorio.
«Non siamo una città indifesa», premette il sindaco, «ma l’attenzione sul versante sicurezza va tenuta ai massimi livelli. In vista della presentazione del progetto per la videosorveglianza, bisogna chiarire», sottolinea Di Primio, «quale deve essere il ruolo della polizia locale nel contesto della sicurezza. Mi aspetto che carabinieri, polizia e guardia di finanza ci dicano che cosa dobbiamo e possiamo fare. La polizia municipale ha strumenti spuntati quando fa i controlli: non abbiamo l’accesso al sistema di identificazione dei soggetti che fermiamo in occasione dei servizi di controllo predisposti sul territorio. Tant’è che dobbiamo accompagnare in questura i fermati di turno. Ecco», anticipa il sindaco Di Primio, «al comitato chiederò due cose: che cosa sta succedendo? E poi: che cosa posso fare con gli agenti della polizia locale in chiave sicurezza? L’argomento, visto ciò che sta accadendo, non è più differibile. È vero che ho l’organico dei vigili sottodimensionato, 43 unità contro le 70 previste, ma anche la Regione ha le sue responsabilità per la formazione che non fa».
Il progetto sulla videosorveglianza prevede una convenzione tra Comune e prefettura con oltre cento telecamere da montare in alcuni punti nevralgici della città.
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