Di Primio dà lo stop a Mirò «I permessi non più validi»

23 Febbraio 2018

Il sindaco contesta il progetto del centro commerciale e accusa la Regione  «È in atto uno scaricabarile sul Comune, quell’insediamento deve essere rivisto»

CHIETI. Il centro commerciale Mirò (Megalò 2) non si può fare sulla base dei vecchi permessi di costruire risalenti al 2013. Lo afferma il sindaco Umberto Di Primio: «Il Comune di Chieti», dice il sindaco, «si è espresso già in merito ai permessi a costruire che l’ente ritiene non più produttivi d’efficacia. Pertanto, salvo diverse determinazioni, che non spetta prendere né al sindaco né al Comune, il progetto di cui si parla non può realizzarsi sulla scorta di vecchi atti».
È una presa di posizione importante quella del sindaco che sembra chiudere la porta al progetto dei 7 edifici commerciali su un’area di circa 30mila metri quadrati al confine tra Chieti e Cepagatti a rischio esondazione del fiume Pescara. Un progetto, però, che dopo un iter travagliato ha appena ricevuto il via libera del Genio civile. «La posizione della Regione e del Genio civile mi sembra chiarissima: Mirò-Megalò 2 si può fare», afferma Di Primio, «altrettanto chiaro mi sembra lo scaricabarile nei confronti del Comuni di Chieti e Cepagatti. Come sempre, come più volte ho avuto modo di dire, non essendo iscritto né al partito dell’integralismo ambientale, né dell’opportunismo politico, se tutto è in regola non vedo come possa l’ufficio Urbanistica del Comune, piuttosto che il Suap, dare un diniego». Ma sul progetto di un parco commerciale con un mobilificio, ristoranti e un maxi negozio di oggetti per la casa pende un ricorso al Tar: «Ricordo che una cosa sono le opere di sistemazione dell’area ai fini della sicurezza idraulica, altro sono gli atti autorizzativi ai fini delle edificazioni. Non indifferente, affinché possa finalmente farsi chiarezza, è la vicenda giudiziaria ancora pendente innanzi al Tar». Che a breve si pronuncerà e scriverà un nuovo capitolo.
Il sindaco manda un messaggio al M5S: «Non accetto lezioni da chi usa facili populismi né tantomeno chi si erge ad accusatore dimostrando, invece, incompetenza e arroganza. Al M5S faccio presente che il Comune già si è espresso in merito ai permessi riguardanti la realizzazione di Megalò 2 che l’ente ritiene non più produttivi d’efficacia». Intanto, Di Primio invita a rivisitare il progetto: «Per parte mia ritengo che quel progetto, così come qualsiasi altro che riguardi quell’area o altre della Val Pescara, dovrebbe essere rivalutato in ragione delle diverse condizioni socio-economiche che viviamo e persino delle differenti condizioni di mercato rispetto al momento – era la fine degli anni ’80 – in cui venivano proposti e approvati i Prusst».