Di Primio: io, contro lo scippo a Chieti

Posti letto trasferiti a Pescara, il sindaco finalmente si esprime ed evita la rottura con Forza Italia e il chirurgo Aceto
CHIETI. «Non mi interessa che le cliniche private spostino posti letto altrove. L'unico pensiero mio e della maggioranza di centro destra è quello di garantire un’assistenza sanitaria di qualità al nostro territorio dove, a causa del riordino deciso dalla Regione, mancano all'appello 120 posti letto da recuperare in fretta».
Il sindaco UmbertoDi Primio rompe il silenzio sul fronte sanità e plaude al documento, presentato dal presidente del consiglio Liberato Aceto, approvato dal centrodestra a margine dell'ultima assise civica. L'ordine del giorno votato dalla maggioranza chiede alla Regione di istituire un tavolo tecnico per ripensare allo schema del riordino sanitario impartito con il decreto numero 4. Il sindaco, spalleggiato dall’assessore alla sanità Alessandro Bevilacqua, da Aceto e dai consiglieri Mario De Lio (Udc) e Stefania Donatelli (Ncd), ha ribadito la validità dell'iniziativa promossa dalla maggioranza intervenendo su una tematica che aveva creato malumore politico a palazzo d'Achille. Dove, inizialmente, solo Forza Italia aveva contestato il decreto regionale.
«Sono stato accusato di non parlare perché avevo accordi politici con qualcuno. Se parlavo, invece, qualcuno poteva pensare che stessi dalla parte dei privati. Per questo voglio chiarire alcuni concetti. Io- precisa Di Primio- non sto con nessuno ma solo con la mia città che ha perso 120 posti letto, di cui 41 chirurgici. Non voglio parlare di scippi perché ciò che contesto maggiormente è lo spostamento territoriale, in termini di competenza, avvenuto con la diaspora dei posti letto da cliniche di Chieti a Pescara e Città Sant'Angelo, ovvero da una Asl all'altra».
Sul project financing del nuovo ospedale di Chieti, Di Primio è lapidario. «Sono favorevole- dice- ma chiediamo di sapere quali servizi verranno resi e quanti posti letto ci saranno».

