Di Primio: «L’Ater non può lasciare Chieti»

CHIETI. «L’Ater non può lasciare Chieti. ll presidente D’Alfonso si impegni a trovare una soluzione». Sulla vicenda Ater arriva anche la voce del sindaco Umberto Di Primio che chiama in causa il...
CHIETI. «L’Ater non può lasciare Chieti. ll presidente D’Alfonso si impegni a trovare una soluzione». Sulla vicenda Ater arriva anche la voce del sindaco Umberto Di Primio che chiama in causa il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, invitato a mettere da parte «il centralismo costiero che sta impoverendo l’Abruzzo». Pur sottolineando l’atteggiamento positivo dei dipendenti dell’Ater di Chieti i quali, dice Di Primio, «tra mille difficoltà e incertezze continuano quotidianamente ad assolvere i compiti loro assegnati», a giudizio del sindaco in Regione non c’è, invece, uguale atteggiamento positivo. Anzi, a detta di Di Primio, mancherebbe «non solo una visione strategica sulla gestione degli immobili di proprietà Ater», ma anche «una soluzione per la copertura dei debiti dell’ente». Il primo cittadino nota come dagli scandali sulla gestione degli anni scorsi ad oggi, la situazione, anziché migliorare, è nettamente peggiorata. «Alla difficoltà di trovare un nuovo istituto di credito cui affidare il servizio di tesoreria», dice ancora il primo cittadino, «e alle ipotesi di ripiano economico dei debiti pregressi che non hanno trovato accoglimento, determinando l’impossibilità di far fronte agli impegni finanziari, va ad aggiungersi la mancata corresponsione degli emolumenti al personale dipendente che è ancora in attesa di riscuotere tre mensilità arretrate». «Il presidente D’Alfonso si impegni a trovare una adeguata soluzione al problema», conclude il sindaco Di Primio, «ne va della difesa dell’azienda che opera sul territorio, dei dipendenti e delle loro famiglie». (a.i.)

