Di Primio: la processione non si cancella

14 Aprile 2019

Domani la riunione decisiva sul piano della sicurezza con questura e prefettura, il sindaco: tradizione più forte della burocrazia

CHIETI. «Non si può pensare che la processione più antica d’Italia non si faccia a causa delle norme sulla sicurezza e di un eccesso di burocrazia. Fino a quando sarò io il sindaco, la processione del Cristo morto si farà sempre nello stesso modo: sì alla sicurezza e nessuna superficialità ma rispetto per la nostra tradizione». Il sindaco Umberto Di Primio non vuole fare passi indietro: parteciperà, domani alle 12, alla riunione decisiva in questura e dirà che gli incappucciati con le statue del Cristo morto, della Madonna, lo stendardo nero e i 7 simboli della Passione usciranno all’imbrunire del 19 aprile prossimo dalla cattedrale di San Giustino. Come accade da oltre mille anni. Ma anche la processione del Venerdì santo che resiste dall’anno 842 è obbligata a rispettare le direttive sulla sicurezza del ministero dell’Interno. Insieme a Di Primio ci saranno il questore Ruggiero Borzacchiello e il prefetto Giacomo Barbato, il governatore dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti Giampiero Perrotti e la comandante della polizia municipale Donatella Di Giovanni.
«È giusto che si rispettino le regole sulla sicurezza e tutti siamo pronti a metterci sotto per trovare la soluzione più giusta e consentire lo svolgimento della processioni in ordine. Però», avverte il sindaco, «non ci si può fare impressionare ogni volta che c’è una manifestazione pubblica. E non possiamo sottostare a una burocrazia ottusa. Se questo non sta bene a qualcuno, allora, può tranquillamente evitare di venire alla nostra processione». Di Primio non è uno che parla a caso: il sindaco non lo dice apertamente ma questa frase ha un destinatario preciso. Nelle ultime riunioni sembra che si sia sfiorata la lite con minacce di mandare i verbali in procura.
La processione che ha stregato i grandi della cultura – il poeta D’Annunzio che la definì «una fontana di lacrime», il pittore Michetti, lo storico Mommsen, lo scrittore Sabatier e il musicista Tosti – va gestita come un concerto: vie di fuga, ambulanze lungo il percorso, volontari della Protezione civile a presidiare i varchi. E per una processione che sfila anche nei vicoli non è uno scherzo: «Per il Venerdì santo convocherò il Coc», annuncia Di Primio. Il Coc è il Centro operativo comunale che si istituisce durante la gestione delle emergenze: la processione diventa un evento da gestire come se fosse una calamità. «Come al solito, il Comune farà tutto secondo le norme», sottolinea il sindaco, «però nessuno può pensare di cambiare la processione per seguire due circolari». Nella riunione di domani, sarà vagliato il piano della sicurezza che l’arciconfraternita ha commissionato all’ingegnere Maurizio Cantatore. E se, per assurdo, il piano fosse bocciato? «Non ci sono problemi», assicura Di Primio, «domani sarà definito ogni dettaglio».