Di Primio: lasciati soli a gestire la crisi
«Carissimi, come collega, come vice presidente dell'Anci e soprattutto come cittadino abruzzese, voglio esprimere solidarietà a voi e alle vostre comunità, per la difficile situazione che state...
«Carissimi, come collega, come vice presidente dell'Anci e soprattutto come cittadino abruzzese, voglio esprimere solidarietà a voi e alle vostre comunità, per la difficile situazione che state vivendo e della quale vi dovete fare oltremodo carico come sindaci». Inizia con questo pensiero di vicinanza la lettera che il sindaco Umberto Di Primio ha inviato ai primi cittadini Pierluigi Biondi dell’Aquila, Antonio Di Paolo di Canistro, Sara Cicchinelli di Civita D’Antino, Claudio De Collibus di Moscufo, Nicola Marisi di Gissi e Cristina di Pietro di Civitella del Tronto che ospitano nei propri comuni i migranti, alcuni dei quali risultati positivi al Covid-19. Di Primio nella missiva ricorda che, cinque anni fa, anche lui dovette gestire i primi invii da parte del governo di migranti sul territorio e che con un confronto con la Prefettura e gli allora vertici dell'Asp, evitò che questi fossero ospitati in una struttura per anziani. «Questo non vuol dire scaricarsi della parte di solidarietà che tutti dobbiamo offrire per far fronte ad un problema globale come le migrazioni dai paesi più poveri», scrive il sindaco, «ma la solidarietà non significa compromissione dei diritti dei nostri cittadini. L'emergenza Covid impone che prima di inviare migranti nei nostri comuni, ci sia garanzia che questi non siano positivi al virus, per la salute degli altri ospiti e dei nostri, in questo caso, i vostri cittadini». Di Primio poi attacca il governo che scarica sui sindaci la gestione dei flussi di migranti creando apprensione tra i residenti perchè in gioco c’è la salute e la vita dei cittadini. «Faccio mie», scrive Di Primio, «le parole del presidente Mattarella: “Libertà non vuol dire diritto a far ammalare gli altri”. Il governo invece confonde la giusta solidarietà, con il diritto alla salute degli italiani. Spero per i nostri Comuni», conclude il primo cittadino, «che il governo riveda la gestione dei migranti e non vanifichi ii sacrificio richiesto agli italiani con il lockdown , non mortifichi noi sindaci, ed in particolarmente quelli esposti come voi, che a mani nude, senza risorse economiche, senza personale, combattono ogni giorno per mandare avanti il Paese dando risposte ai cittadini e gestendo situazioni di crisi quali quelle create dall'invio dei migranti positivi».

