Di Primio: non mi ricandido più

Il futuro del sindaco: non correrò da consigliere e non farò l’assessore, forse tra un anno lascerò la politica
CHIETI. «Basta, non mi ricandido più. Tra un anno si chiuderà un ciclo». Il sindaco Umberto Di Primio parla per la prima volta del suo futuro: dopo essere stato in Comune per 26 anni di fila, Di Primio si prepara a lasciare il municipio. Entrato in Comune come vice sindaco di Nicola Cucullo, Di Primio è stato presidente del consiglio sempre con Cucullo e poi consigliere di opposizione con l’amministrazione di Francesco Ricci. Dopo Ricci, dal 2010, l’inizio del regno di Di Primio, ormai giunto al secondo mandato: al comando da oltre 8 anni, Di Primio non può più ricandidarsi a sindaco. E, nel 2020, il sindaco uscente non si ricandiderà neanche come consigliere: «Farò una lista di appoggio al centrodestra ma non ci sarò io tra candidati», annuncia Di Primio. E, se vincesse il centrodestra, il sindaco potrebbe accettare di fare l’assessore esterno? «Ma certo che no», risponde il sindaco che la vede così: un direttore d’orchestra non può tornare indietro a fare il musicista. Se lo facesse avrebbe sempre un’influenza sul maestro successore e l’orchestra non suonerebbe in armonia.
La domanda, allora, è: Di Primio che farà tra un anno? È ancora troppo presto per dirlo con certezza ma Di Primio ci sta pensando davvero: «Potrei lasciare la politica». Per uno che ha accarezzato il sogno di correre da presidente della Regione, è una decisione difficile da prendere: «Sì, ci sto pensando. Si vedrà». Di Primio potrebbe concentrarsi soltanto sulla sua professione di avvocato. Ma, se dai vertici del centrodestra arrivasse la chiamata per gestire un ente regionale, Di Primio potrebbe cambiare idea. «Se lasciassi la politica mi mancherebbe il rapporto con la gente», racconta il sindaco che, intanto, si è autosospeso da Forza Italia. È stata la sua risposta ai 5 consiglieri di Forza Italia – il capogruppo Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli – che hanno chiesto le dimissioni dell’assessore Carla Di Biase: un gesto contro Di Biase ma anche contro Di Primio perché, alle regionali del 10 febbraio scorso, il sindaco in persona ha premuto per la candidatura di Di Biase. Ora, dopo una pausa per le elezioni europee, riprenderà la resa dei conti tra i 5 consiglieri ribelli e il sindaco: uno scontro pericoloso che potrebbe bloccare il consiglio sul voto del bilancio.
Ma, ora, il risultato delle elezioni europee cambia i rapporti di forza in città: la Lega, dopo la prova di forza delle regionali, arriva al 34,56% e diventa il primo partito trainata dalle 2.014 preferenze date al ministro dell’Interno Matteo Salvini (1.324 al teatino Antonello D’Aloisio). E da adesso fino al 2020 non ci saranno altre votazioni: significa che i dati di riferimento sono quelli delle regionali e delle europee con Forza Italia al 10,80% e Fdi al 5,43. Questo vuol dire che, anche a Chieti, la Lega reciterà un ruolo da protagonista: per decidere chi sarà il prossimo candidato sindaco bisognerà parlare prima di tutto con la Lega. «È necessario trovare una personalità in grado di unire il centrodestra», avverte Di Primio, «e soprattutto che rappresenti quel 30% dei consensi andato alla Lega». (p.l.)

