Di Primio non si tira indietro: mi candido

9 Marzo 2018

Il sindaco è già pronto per correre alla Regione ma si profila uno scontro con Di Stefano: «M5S primo partito? Voto dopato»

CHIETI. «La mia candidatura alla Regione non ha subito contraccolpi dal voto per le politiche di domenica scorsa». Il sindaco Umberto Di Primio (Forza Italia) non si tira indietro: «A patto che la mia candidatura sia condivisa, non voglio essere candidato per forza altrimenti posso tranquillamente rimanere a lavorare nel mio studio legale». E si rischia già uno scontro con Fabrizio Di Stefano, il grande escluso che ha dovuto rinunciare alla candidatura, che ieri in un post su Facebook ha lanciato il suo messaggio: «Qualcuno ritiene che sugli uninominali con altre candidature i risultati in Abruzzo sarebbero stati diversi, ma in politica esiste una regola: quella che non si può fare la controprova». Secondo Di Stefano, la vittoria delle elezioni è andata al centrodestra: «È la prima coalizione e questo è un dato inoppugnabile ma è stata l’ennesima prova di fiducia che i nostri elettori hanno voluto darci. Chissà se ci concederanno ancora qualche appello».
Al comando di una città che si è schierata con il M5S (quasi il 39%), Di Primio chiede le dimissioni del presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso appena eletto in Senato: «Il vicepresidente Giovanni Lolli è un uomo di grande equilibrio e che stimo: spero che convinca i suoi ad andare al voto prima possibile, giusto il tempo per modificare la legge elettorale regionale in due punti con l’inserimento della tutela di genere e la previsione della sospensione, e non più dimissione, per i consiglieri nominati assessori. D’Alfonso si deve dimettere subito», dice Di Primio, «se mi candiderò alla Regione, la legge mi imporrà di dimettermi e non vedo perché, adesso, lui voglia rimanere attaccato a due poltrone».
Le elezioni, però, riscrivono i rapporti di forza nel centrodestra: «Forza Italia ha aumentato i propri voti visto che nel 2015 prese l’11,44% e ora siamo arrivati al 16,85. La Lega ha fatto un notevole balzo in avanti mentre c’è stata una perdita dell’Udc. In complesso, il centrodestra mantiene quasi inalterato il suo consenso: al primo turno della mia elezione, io presi il 37% mentre ora oscilliamo intorno al 36». Ma la Lega non si accontenterà di un ruolo da attore non protagonista: «Ora il centrodestra deve dialogare con le sue componenti, a partire dalla Lega che ha riscosso un forte consenso e dal mondo centrista che deve fare chiarezza. Io credo che alle prossime elezioni amministrative e regionali, dove i simboli conteranno meno, il centrodestra avrà tutte le carte in regola per vincere in Comuni importanti, come Pescara, e anche alla Regione».
Di Primio però chiede «una serena ma severa analisi del voto»: «È vero che i 5Stelle sono il partito con il maggior numero di voti a Chieti ma il dato dei grillini non passerebbe l’antidoping: è un voto dopato perché si gonfia con i voti in libera uscita dal Pd. Esaminando il voto sezione per sezione, dove il Pd perde consenso e scende anche al di sotto delle 100 preferenze, i 5Stelle aumentano il loro vantaggio. Succede», dice il sindaco, «anche nelle sezioni situate in contesti socioeconomici difficili: chi nutre un’aspettativa di assistenza, ha scelto il M5S».