Di Primio riapre i palasport dopo il fallimento del Cus

26 Settembre 2019

Chieti. Gli impianti di Colle dell’Ara e Santa Filomena riconsegnati al Comune Il sindaco: «Ora ci servono pochi giorni per le procedure dei nuovi affidamenti»

CHIETI. Chiavi in mano, il sindaco Umberto Di Primio toglie i lucchetti ai palazzetti dello sport di Colle dell’Ara e Santa Filomena e rientra in possesso delle due strutture sportive. Superata l’ordinanza del giudice curatore del fallimento, Nicola Valletta, - che in un primo tempo aveva negato il permesso di togliere i sigilli alle due strutture sportive - Di Primio ieri mattina ha riaperto i palazzetti.
Gli impianti erano chiusi dal fallimento del Centro universitario sportivo presieduto da Mario Di Marco, decretato a luglio scorso dal tribunale di Chieti su richiesta dell’università d’Annunzio. Le squadre cittadine erano rimaste da allora senza campi. Dalla Pallavolo Teatina alla Pallamano Chieti, dalla Magic Basket alle società di calcio a 5 (come Es Chieti e Minerva) era scattato l’allarme. Di qui la presa di posizione del sindaco Di Primio che aveva subito preso contatto con il giudice delegato per il fallimento Valletta e con la curatrice fallimentare Silvana De Donato per rientrare in possesso delle strutture da mettere a disposizione delle squadre cittadine. Il 9 settembre scorso, però, Valletta aveva rigettato la richiesta della De Donato di togliere i sigilli ai palasport. E così il sindaco era tornato alla carica con una nuova richiesta. La linea portata avanti, ha spiegato il sindaco, «non pregiudica i diritti reciproci». Ma, se è vero che i palasport sono di proprietà del Comune, è anche vero che nell’aprile e nel dicembre del 2002, l’allora amministrazione di Nicola Cucullo, di cui Di Primio era vicesindaco, ha affidato la ristrutturazione dei due immobili al Cus per conto dell’università, per agevolare la nascita della facoltà di Scienze motorie. Il Cus sostiene di aver speso circa 6 milioni per ristrutturarli (anche se oggi ne chiede oltre il doppio per indebito arricchimento). La posta milionaria, sebbene sia ancora da quantificare, dovrebbe far parte della procedura fallimentare. Ma Di Primio non la vede così: «I palazzetti non appartengono a questa procedura, dovrebbero essere richiesti e riconosciuti da un giudice diverso da quello fallimentare». E dunque per il sindaco non ci sono dubbi: «La proprietà è comunale. I palazzetti ci sono stati restituiti perché non esiste più concessione e soprattutto il fallimento ha sancito che il Cus ha svolto attività imprenditoriale incompatibile con la gestione di un impianto sportivo comunale». Così ieri, accompagnato dalla curatrice del fallimento, Di Primio li ha riaperti. «Grazie alla sensibilità del curatore e del giudice delegato», ha detto il sindaco, «ho effettuato un sopralluogo nelle due strutture sportive comunali. Chieti torna in possesso dei suoi palazzetti e le società che fino ad oggi li hanno utilizzati potranno presto rientrarvi. Due impianti fondamentali per lo sport cittadino dei quali non può non ricordarsi anche il valore sociale, visto il gran numero di giovani che ne fa uso. Nel corso di questa settimana», ha annunciato il sindaco, «verranno pianificate le procedure per i nuovi affidamenti degli impianti».