Di Primio senza numeri, cade il consiglio

Alla prima seduta dopo il ritiro delle dimissioni, il sindaco non ha la maggioranza e accusa: vittima di traditori e opposizione
CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio resta senza maggioranza e cade il consiglio comunale. Nel primo consiglio dopo il ritiro delle dimissioni – presentate il 14 settembre scorso per tentare di correre alla Regione e poi revocate all’ultimo minuto nella notte del 4 ottobre con la candidatura ormai saltata – arriva la resa dei conti: Di Primio si ritrova sotto e accusa «un’opposizione irresponsabile» che, ieri, ha abbandonato l’aula «con la complicità di tre consiglieri comunali, poco coraggiosi nel passare nelle file del centrosinistra e troppo comodi nel restare seduti sugli scranni della maggioranza». È scontro aperto in Comune e, stavolta i panni sporchi, si lavano in pubblico.
SENZA NUMERI. La maggioranza ristretta Di Primio non ha retto all’assenza di Clara Ricciardi, fedelissima consigliera dell’Udc. In aula, poi, non si è presentato Roberto Melideo che è uno dei dissidenti del centrodestra, ex assessore della prima giunta Di Primio passato con l’Udc. Così il numero legale è mancato. E l’opposizione non ha voluto fare da spalla al sindaco: la minoranza, insieme agli ex di Forza Italia Stefano Rispoli e Mario Troiano, è uscita dall’aula e il consiglio è stato sciolto. Tra le polemiche e i veleni. Se ne riparlerà lunedì prossimo dalle 8,30, in seconda convocazione, quando il quorum sarà più basso e tutto dovrebbe filare liscio.
«TRADITORI E VIGLIACCHI». Forza Italia attacca i «traditori» e i «vigliacchi» di maggioranza e opposizione: «Non giova alla città né tale atteggiamento finalizzato all’ostruzionismo puro né il comportamento vigliacco di chi dice di essere in maggioranza ma ha da tempo tradito elettorato e ideali politici, venendo meno al proprio dovere di consigliere di maggioranza», commentano i consiglieri Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli. Ma chi sarebbero i tre «traditori»? Rispoli e Troiano e, poi, l’assente Melideo, visto che Mario De Lio, un altro dei dissidenti, è rimasto al suo posto a sostenere il centrodestra: «Io sono rimasto in aula», dice De Lio, «non sono uno che si tira indietro quando c’è bisogno di votare. Comunque, c’è qualcuno che vuole strumentalizzare i numeri».
«GETTONI PAGATI». I consiglieri sostenitori del sindaco si chiedono: «Dov’è il senso di responsabilità e il dovere politico di salvaguardare l’ente da inutili sperperi economici con sedute consiliari non portate a termine?». È saltato il dibattito sul rinnovo del collegio dei revisori dei conti, gli stessi che negli ultimi mesi hanno contestato le manovre dell’amministrazione Di Primio, e sulla modifica del regolamento del consiglio: «Sarebbe stato quanto meno etico», dicono i 5, «che sia i sedicenti consiglieri di maggioranza che l’opposizione avessero garantito la loro presenza per l’approvazione del provvedimento. Così non è stato e nel frattempo l’ente, anziché rendere esecutiva la nuova delibera, “conta” solo i gettoni di presenza intascati da chi ha abbandonato l’aula».
PARLA RISPOLI. «Il gruppo misto non è la stampella di nessuno, soprattutto di quella coalizione di maggioranza che si sta sgretolando», risponde Rispoli, «una situazione prevedibile: questa maggioranza ha i numeri risicati. L’amministrazione è in totale confusione, non comprende che loro stessi hanno il diritto e il dovere di garantire la tenuta del consiglio. La maggioranza deve essere autosufficiente, inutile dare sempre colpa agli altri quando non si è in grado di amministrare. É ormai chiaro», dice Rispoli, «che questa amministrazione, puramente scenografica ed evanescente, non riesce a garantire alcuna credibilità e una visione di futuro ai cittadini di Chieti». Rispoli annuncia che resterà nel gruppo misto: «Intendo fare la scelta della coerenza e della responsabilità anche a costo, senza effettuare nessuna trasmigrazione in altra coalizione politica, di essere minoranza e opposizione politica dell’amministrazione. Io e molti cittadini», conclude Rispoli, «ci sentiamo traditi da quei politici che fanno finta di rappresentare i partiti e li utilizzano a proprio uso e consumo con il solo obiettivo di occupare una nuova poltrona, senza mai tener conto delle vere esigenze della popolazione».
RAIMONDI. «Di Primio non può più contare sulla maggioranza che ha vinto le elezioni», dice Enrico Raimondi (L’Altra Chieti), «sarebbe opportuno verificare se c’è ancora un numero sufficiente di consiglieri disposto a sostenere la giunta. Sarebbe il caso di tornare alle elezioni mettendo fine a un’esperienza amministrativa da più punti di vista fallimentare».

