Di Primio: stop agli interessi di bottega

29 Giugno 2016

Messaggio del sindaco ai suoi in vista del bilancio di previsione: «Ma l’ente non va verso il dissesto»

CHIETI. Lotta all’evasione, cordoni della borsa sempre più stretti e spostamento della battaglia a Roma per evitare le sanzioni dovute allo sforamento del Patto di stabilità. È la ricetta del sindaco Umberto Di Primio per far fronte alla “fase di criticità” attraversata dal Comune. Perché, se «l’ente non viaggia verso il dissesto» evocato dai «soliti menagrami di sinistra», è anche vero che, se non si continua con la politica del rigore, non si riuscirà a tenere il bilancio comunale in sesto. Un messaggio diretto espressamente alla maggioranza in vista del bilancio di previsione. «I problemi ci sono», dice il sindaco, «ma se vogliamo che le Cassandre di sinistra non abbiano ragione, bisogna capire che non si può continuare a chiedere. Non possiamo fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei cittadini». No, dunque, a «interessi di bottega o di parte o, ancora, di assessorato», tuona Di Primio. Accerchiato dagli assessori Valentina Luise, Maria Rita Salute, Mario Colantonio ed Emila De Matteo, e incassato l’ok del consiglio sul rendiconto 2015, il sindaco ha voluto mettere una serie di paletti e tracciare la rotta, spiegando anche le cause che hanno portato allo sforamento del patto di stabilità e a far sì che 5 dei 10 parametri di deficitarietà risultassero negativi. Al riguardo l’assessore Salute spiega che uno dei 5 parametri sarebbe al momento già tornato positivo grazie al riconoscimento del debito fuori bilancio della Neturbà. «La situazione dei parametri di deficitarietà», dice ancora l’assessore, «avrà come conseguenza una serie di verifiche puntuali da parte della Corte dei conti, ma questo non significa, come dice l’opposizione, che siamo già ente strutturalmente deficitario. Per quanto riguarda gli altri parametri negativi, si tratta di problematiche non strutturali e tutte legate alla mancata capacità di riscossione». Tempi duri, dunque, per chi non paga tributi ed entrate extratributarie.

Uno dei settori più colpiti, sottolinea il sindaco, è proprio quello delle mense scolastiche, alla ribalta delle ultime polemiche. Quanto al Patto di stabilità «lo sforamento è dovuto principalmente dalla necessità di rendicontare entro il 31 dicembre 2015, come sollecitato dallo stesso presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il pagamento degli interventi finanziati con fondi comunitari e quelli effettuati nell’ambito del programma Scuole Sicure. Come vice presidente nazionale Anci», assicura Di Primio, «mi sto adoperando affinché anche i Comuni, come è successo per Province e città metropolitane, siano esentati dalle sanzioni». (a.i.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA