Di Primio torna a fare l’avvocato?

Arringa e sentenza da record: in 96 secondi fa assolvere il cliente
CHIETI. L’arringa dei record comincia così: «Riassaporo dopo un po’ di tempo il piacere di un’aula di giustizia». E in un battito d’ali, anzi di toga, il sindaco Umberto Di Primio fa assolvere il suo cliente, uno sventurato – visti i fatti – 64enne di Guardiagrele, tal G.O., che l’11 maggio del 2011 s’addormenta con la sigaretta accesa, il mozzicone cade sul materasso e lui, per poco, non muore carbonizzato. Ma il sindaco lo difende in punto di diritto, cita la Suprema Corte, dice che l’incendio colposo affinché sia tale dev’essere diffuso. E qui invece era più fumo che altro. Un fuoco di paglia, in poche parole, non è sufficiente per far condannare uno sventurato peraltro scampato alla morte. Manca l’elemento oggettivo, direbbe chi ha fatto le scuole alte. Così, cronometro alla mano, il sindaco in toga che ieri, come ha detto, ha potuto riassaporare l’austera e sacra aria dell’aula di giustizia (evidentemente gli manca tanto), ha impiegato solo 90 secondi esatti per arringare il caso del mozzicone acceso. E al giudice, Patrizia Medica, gliene bastano sei di secondi per leggere immediatamente il dispositivo che, ai sensi dell’articolo 530 ecc ecc, ha assolto il povero G.O. perché il fatto non sussiste. Insomma, è stato il processo più veloce della storia: appena 96 secondi.
Di Primio saluta il giudice, sorride molto soddisfatto e si toglie la toga – di almeno un paio di misure più piccola – con un gesto ampio ed elegante, come solo don Diego De La Vega saprebbe fare. Infine confessa: «La mia l’ho dimenticata a casa. Questa ma l’hanno prestata».(l.c.)

