«Di Prinzio gongola e il Comune affonda»

Guardiagrele, l’opposizione continua la battaglia sui conti dopo il ricorso sul dissesto bocciato dal Tar
GUARDIAGRELE. «Di Prinzio gongola, mentre la nave affonda»: è questa la denuncia del gruppo consiliare Guardiagrele il bene in comune, dopo le dichiarazioni del sindaco Donatello Di Prinzio, all’indomani della sentenza del Tar del 21 luglio scorso che ha dichiarato inammissibile il secondo ricorso dell’opposizione contro il dissesto finanziario del Comune.
«Va innanzitutto detto», sottolinea il gruppo di centrosinistra, «che questa decisione non certifica nulla sui conti, perché il Tar decide solo sulle procedure. Anzi, aggiungiamo che noi quei conti continuiamo a contestarli, nella convinzione che siano stati costruiti al solo scopo di colpire la precedente giunta comunale e, sopratutto, per consegnarsi all’immobilismo che è sotto gli occhi di tutti».
Guardiagrele il bene in comune invita poi il primo cittadino, che ora si dice sereno dopo la chiusura della fase di ricorsi voluti dal suo predecessore Simone Dal Pozzo, a «guardare in faccia la realtà e a constatare che il dissesto che la sua giunta comunale ha scelto di dichiarare sta contribuendo pesantemente all’affanno di tante attività commerciali, con un elenco dei negozi del centro in via di chiusura, che si allunga ogni giorno di più e la città che sta vivendo uno dei momenti più bassi della sua storia recente».
«Il nostro gruppo», precisano i consiglieri di Guardiagrele il bene in comune, «ha combattuto e continuerà a combattere ancora questa scelta che ogni giorno si rivela sempre più insensata e immotivata. Di Prinzio e i suoi, che molto democraticamente invitano l’opposizione al silenzio, continuano a dire che soldi non ne hanno, quando invece ne hanno trovati per nuove assunzioni, per pagare gli espropri della nuova scuola, per affidare progetti e consulenze inutili e per pagare nuove indennità». «Ne trovano poi», prosegue il gruppo, «per fare affidamenti costosi, come quello per il noleggio degli autovelox che ha triplicato le spese, ma non per la fornitura di energia elettrica agli uffici comunali, con tariffe molto onerose. L’unica entrata decisiva, quella per il palazzetto, è andata in fumo e, mentre sui palchi si celebrava lo sport, una intera città era costretta, ancora una volta, a trasferte fuori comune, per piscina e palazzetto». Il gruppo di minoranza evidenzia, infine, che «un Comune veramente in crisi opera diversamente e, sopratutto, capisce su cosa investire, anziché consegnare la città a un inesorabile declino, di cui è triste metafora lo stato di degrado delle strade senza manutenzione e dei giardini pubblici ridotti ormai a foreste invivibili». «Al sindaco e ai suoi», conclude il gruppo, «chiediamo quindi di rimboccarsi le maniche. Le sue scuse e i suoi rimpalli possono essere materia da tifo, ma le risposte da dare sono altre».
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