Di Prinzio va in piazza: dissesto inevitabile

6 Agosto 2021

Guardiagrele, il sindaco incontra i cittadini e spiega i conti del Comune: colpa degli ex amministratori

GUARDIAGRELE. Con un manifesto affisso in mattinata sui muri del centro storico e un incontro con i cittadini in piazza Santa Maria Maggiore, il sindaco Donatello Di Prinzio e l’assessore alle finanze Pierluigi Dell’Arciprete hanno spiegato ieri la tanto discussa dichiarazione di dissesto finanziario, votata dal consiglio comunale nella seduta di venerdì scorso.
Con il manifesto, la coalizione di centrodestra evidenzia che il disavanzo di 3.390.015,81 euro, derivante dall’esercizio 2020 e dalle partite contabili ancora aperte, riguarda gli anni pregressi 2015-2020: si è giunti al disavanzo, recita il manifesto, applicando le norme di legge e i principi contabili, attuando le osservazioni della Corte dei conti sollevate alla precedente gestione e accogliendo le relazioni del responsabile del settore finanziario e del revisore dei conti. L’amministrazione comunale, riguardo alle cause alla base del disavanzo, afferma poi che la precedente gestione ha sovrastimato le entrate per addizionale comunale per circa 250mila euro in più per ogni anno e che nel bilancio è stata registrata la presenza di crediti inesistenti, perché senza titolo, senza motivazione, già riscossi, non dovuti e perché non riscuotibili secondo i principi contabili. Inoltre, si evidenzia che le somme del mutuo del palazzetto dello sport sono state usate per la gestione quotidiana e che il servizio di pubblica illuminazione, affidato a una ditta esterna, ha la mancata copertura finanziaria del costo per 105mila euro per l’anno 2020 e di 305mila euro per le annualità seguenti. La spesa per i servizi sociali, inoltre, presenta una gestione contabile con zone d’ombra. Sul perché si è arrivati al dissesto finanziario l’amministrazione precisa poi che il Comune non ha le necessarie risorse finanziarie per ripianare, come dispone la legge, in tre o più anni. Poi, ricorda che con il dissesto le pendenze del pregresso passano all’organismo straordinario di liquidazione, mentre l’amministrazione in carica prosegue normalmente la sua quotidiana attività di gestione senza alcun blocco, continuando ad erogare i servizi. Sugli effetti del dissesto, Di Prinzio ricorda che le principali conseguenze previste dalla legge sono: le aliquote addizionale comunale e Imu sugli immobili, stabilite nella misura massima; il divieto di contrarre mutui; il blocco delle assunzioni.
Secondo l’amministrazione Di Prinzio, «il dissesto certifica la responsabilità di chi ha amministrato, non provoca il blocco delle attività comunali e dei servizi fondamentali, elimina gli errori contabili creati nel passato mandato, non trasforma i crediti cancellati in debiti futuri, consegna alla città un bilancio sano e veritiero che risponde alle osservazioni della Corte dei Conti ed infine, indica la strada della responsabilità per adottare scelte ponderate e sempre sostenibili per le finanze comunali e per il bene della città».