Di Renzo: «Per questa scuola chiedo una sede nuova e sicura»
CHIETI. «Noi dirigenti scolastici non vorremmo diventare i Livio Bearzi della situazione: vale a dire i capro espiatori, con tante responsibilità sulle spalle ma senza alcuna possibilità di azione»....
CHIETI. «Noi dirigenti scolastici non vorremmo diventare i Livio Bearzi della situazione: vale a dire i capro espiatori, con tante responsibilità sulle spalle ma senza alcuna possibilità di azione». Tira in ballo il dirigente del convitto dell’Aquila, condannato per il crollo nel terremoto del 2009, la preside del Liceo artistico Paola Di Renzo. Vorrebbe una sede nuova per l’istituto ma non può fare altro che chiedere. In mano non ha soldi né poteri e ora sente addosso il peso di una responsabilità che pensa non dovrebbe competerle. «Io non posso intervenire sulla struttura, non posso appaltare lavori, non posso far niente, ma le responsabilità sono tutte mie», si sfoga la dirigente. «Sicuramente il Ministero dovrà mettere mano al problema e riconsiderare la nostra posizione», si augura. Quest’estate il plesso è stato interessato da lavori di straordinaria manutenzione. C’era un problema di infiltrazione di acqua e quindi sono stati sistemati tetto e canali pluviali, si è ritinteggiato aule e fatte altre opere di messa in sicurezza. Il tutto per 100mila euro. Ma la preside sa bene che un intervento di questa portata è come voler curare il cancro con un’aspirina.

