Di Stefano apre a Di Paolo «Parliamo dei programmi»

Il candidato sindaco della Lega intende incontrare il leader di Giustizia sociale «Espressione importante della città: pronti a trovare una sintesi sul progetto»
CHIETI. Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco della Lega, apre a Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale e consigliere comunale uscente. «Sono profondamente convinto che le sfide si vincano sui programmi e non sulle contrapposizioni», dice Di Stefano, «e che si deve lavorare per costruire tutti insieme se il progetto politico è di interesse comune. Non posso che condividere quindi la presa di posizione di Di Paolo che ho letto attraverso i social e che evidenzia, appunto, questa necessità. Sarà mia premura, nei prossimi giorni, chiedere con lui un confronto sul programma, e da questo trovarne una sintesi». Di Paolo, all’opposizione nell’ultima esperienza in consiglio comunale, era stato vice sindaco nella prima amministrazione Di Primio. «Ho sempre affermato che, soprattutto in una elezione amministrativa, è importante confrontarsi non soltanto con le forze politiche, ma anche con le tante espressioni civiche presenti sul territorio», prosegue Di Stefano, «e Giustizia sociale ne rappresenta una espressione particolarmente importante. Il suo lungo percorso politico all’interno della città ne fa un interlocutore con cui ho piena volontà di trovare confronto e sintesi: confronto di programmi e sintesi sul progetto politico».
Nei giorni scorsi, Di Paolo aveva sottolineato: «La cosa certa è che non siamo disposti ad arretrare sulle nostre idee che dovranno prevalere sui nomi dei singoli e anche sulle alleanze. Finora, i nomi proposti non ci sono piaciuti perché hanno fatto da contorno in passato a un’amministrazione segnata dagli errori. Non bisogna più rincorrere il quotidiano ma è necessario avere una visione di città per i prossimi 10 anni». Il leader di Giustizia sociale ha lanciato la proposta di un «patto d’onore» a partiti e liste civiche: «Si potrebbe almeno addivenire ad una sorta di patto d’onore tra tutte le forze politiche cittadine che sancisca in maniera inequivocabile che i consiglieri con due o più mandati alle spalle non debbano essere ricandidati». (g.let.)
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