Di Stefano: con me né padrini né padroni Difenderò Chieti

27 Settembre 2020

Il candidato della Lega: vogliamo allargare il centrodestra Dialogo aperto con Febbo: ma non discuto di poltrone

CHIETI. «Io non ho bisogno di padrini e padroni: io ho bisogno di interlocutori nelle istituzioni per il rilancio di Chieti. Non mi servono un deputato di Ortona; l’ex presidente della Regione, di Pescara, che interviene per telefono; il presidente della Provincia, di Lanciano, che non riesce nemmeno a garantire scuole sicure. Con me le scelte si fanno a Chieti». Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco del centrodestra, è un fiume in piena: «I cittadini dovrebbero riflettere su questa improvvisa materializzazione a Chieti di Camillo D’Alessandro, di Luciano D’Alfonso via etere e di Mario Pupillo, con il coordinamento dell’eminenza grigia Luigi Febo. Ho capito che, ormai, il mio ballottaggio sarà contro di questi e il buon dottor Diego Ferrara è solo una controfigura».
Cresce l’attesa per il ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. Di Stefano, al primo turno, ha preso il 38,81% con le liste del centrodestra al 45,09% (Ferrara al 21,50%): «Io sono pronto ad accordi politici ma non di poltrone», afferma Di Stefano mandando un messaggio chiaro a Mauro Febbo, l’assessore regionale che si è autosospeso da Forza Italia per appoggiare Bruno Di Iorio insieme ad Alessandro Marzoli di Italia Viva. «Noi vogliamo provare ad allargare il nostro centrodestra ma è sui fatti che dobbiamo misurarci: ecco perché io parlo di programmi e non di poltrone. In campagna elettorale, noi abbiamo parlato una sola lingua: i progetti per la città». Di Stefano assicura che sarà un sindaco capace di battere i pugni quando serve: «Con competenza e personalità mi siederò io ai tavoli per difendere Chieti», promette l’esponente della Lega, un curriculum politico che parte dal consiglio comunale di Chieti passa per la Regione e culmina con due elezioni in Senato e alla Camera dei deputati.
«Il centrosinistra pensa a fare accordi, io penso a come cambiare la città», dice Di Stefano che parla già da sindaco: «Visto che la prima seduta di giunta sarà dedicata al disbrigo delle formalità, alla seconda porteremo il progetto di recupero del patrimonio residenziale pubblico del Comune e dell’Ater attraverso il bonus del 110%. Tutti devono avere diritto a una casa accogliente, soprattutto nei quartieri popolari. Partiremo a spron battuto e i primi risultati si vedranno già prima di Natale».
Di Stefano interviene anche sulla sanità: «Ora più che mai Chieti, e in particolare la sanità teatina, hanno bisogno di un sindaco forte, competente, e che tenga a cuore solo gli interessi della città». Una dichiarazione che arriva dopo una presa di posizione della Cgil-fp di Chieti che invita a «mettere da parte il campanilismo e farsi protagonista di una azione che coinvolga Pescara per realizzare insieme un ospedale dea di secondo livello». Di Stefano dice: «Cardiochirurgia e Medicina sono e devono restare a Chieti, ed è su questo, ma non solo, che si fonda la mia legittima richiesta di rispedire al mittente (Ferrara e i suoi amici) l’assurda proposta della Cgil, formazione ampiamente rappresentata nelle liste di Ferrara, di non puntare ad avere su Chieti nemmeno in condivisione il dea di secondo livello. Faremo su questo le barricate, ancor più da sindaco. Ci attendiamo una pronta smentita della Cgil e delle sue espressioni impegnate in campagna elettorale contro di me a Chieti».