Di Stefano e Febbo: «Possibili ricorsi al bando della Sasi»
LANCIANO. «Sì alla stabilizzazione dei precari che lavorano in Sasi da anni, ma seguendo procedure legali che premiano il merito. Così com’è il bando stabilizza anche chi ha lavorato pochi mesi,...
LANCIANO. «Sì alla stabilizzazione dei precari che lavorano in Sasi da anni, ma seguendo procedure legali che premiano il merito. Così com’è il bando stabilizza anche chi ha lavorato pochi mesi, magari dopo chiamata diretta, senza selezione». Tornano sul concorso Sasi per l’assunzione di 67 persone a tempo indeterminato il consigliere regionale Mauro Febbo, il deputato Fabrizio Di Stefano e il consigliere comunale di FI Graziella Di Campli, per i quali il bando è passibile di ricorsi che potrebbero mettere in ginocchio il servizio idrico. «Bisogna salvaguardare le professionalità di chi ha lavorato anni in Sasi», dice Di Stefano, «dando loro punteggi maggiori nelle valutazioni e non ponendo come criterio di selezione una base di 12 mesi di lavoro in azienda. Sono criteri selettivi che eliminano chi magari è laureato a pieni voti, con master ad hoc, ma non ha mai lavorato in Sasi». «Questo bando ha diversi limiti», aggiunge Febbo, «che lo espongono a ricorsi anche penali: non è firmato, ha cancellature a penna tra la prima e seconda stesura, non è stato pubblicizzato a dovere. Adesso poi il Cda ha affidato a una commissione interna la preselezione per valutare i titoli: è assurdo». Per i forzisti il bando è da sospendere e riformulare con i criteri giusti. (t.d.r.)

