Di Stefano: i conti sono in regola Il Pd: con la destra solo disastri

4 Novembre 2020

CHIETI. «Se c’era davvero il massacro nei conti pubblici, la prima cosa che avrebbero dovuto fare era ricorrere al dissesto. E invece hanno approvato in maniera pedissequa il consuntivo 2019»....

CHIETI. «Se c’era davvero il massacro nei conti pubblici, la prima cosa che avrebbero dovuto fare era ricorrere al dissesto. E invece hanno approvato in maniera pedissequa il consuntivo 2019». Fabrizio Di Stefano va all’attacco dopo il consiglio comunale in cui la maggioranza ha dato il via libera al consuntivo redatto dalla precedente amministrazione, mentre la minoranza si è astenuta. Se non si fosse approvato il documento commissario, al Comune sarebbe arrivato un commissario. Approvandolo però, secondo Di Stefano, si è certificato che non ci sono le condizioni per andare in dissesto, sfatando ciò che si era detto in campagna elettorale».
Alla conferenza stampa con l’ex parlamentare hanno partecipato anche la coordinatrice cittadina della Lega Anna Lisa Bucci, il capogruppo consiliare del partito Mario Colantonio e l’ex presidente del consiglio comunale, anche lui Lega, Liberato Aceto. «È anche caduto il tabù della teatinità», ha continuato Di Stefano riferendosi all’origine non teatina di due assessori e di un membro dello staff del sindaco e ricordando che per non aver avuto «quattro quarti di teatinità» in campagna elettorale era stato massacrato. «Il bilancio ha attestato il buon operato della scorsa amministrazione», ha continuato Colantonio, «seppure persistono carenze strutturali dovute soprattutto al fatto che il 40% dei cittadini non paga più il dovuto». Aceto ha inoltre sottolineato come il bilancio abbia avuto il parere positivo dei revisori dei conti.
Alla Lega ha replicato il capogruppo Pd Filippo Di Giovanni, sottolineando anzitutto che i consiglieri leghisti si sono astenuti dal votare il consuntivo che evidenzia «una situazione di cassa molto preoccupante. Una situazione che, è bene ribadirlo, non ha prodotto l’attuale compagine amministrativa, ma quella squadra di politici e amministratori che hanno rappresentato l’intero gruppo che ha sostenuto Di Stefano alle elezioni e che egli ha preso con sé, condividendone la linea di governo e, a questo punto, anche i disastri fatti. Per questo inviterei il collega consigliere Di Stefano a concentrarsi meno sui campanili e più sul lavoro utile alla comunità, in seno al consiglio di cui fa parte, seppure nelle fila della minoranza, perché da una situazione come quella a cui è arrivata Chieti dopo gli anni di centrodestra non si esce con sterili polemiche su dove sono nati assessori o collaboratori del sindaco ma con un lavoro volto a risollevare la città». (a.i.)