Di Stefano: il mio impegno per la città e il Marrucino

Il candidato della Lega elenca i suoi interventi in favore di Chieti a partire dal 2001 «Attività politiche costanti e donazioni da 34mila euro per concerti e opere liriche»
CHIETI. «Quello che ho fatto per Chieti l’ho fatto per amore della città. Pochi politici – e dico pochi perché sono generoso – possono dire di aver fatto quello che ho fatto io». Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco della Lega, fa il suo elenco: «Ecco il mio impegno per la città in atti concreti», dice, «sia da politico che da cittadino nel corso degli anni».
Di Stefano parte dal 2001, all’epoca consigliere regionale, e dal Teatro Marrucino: «L’iniziativa di cui vado più orgoglioso è la legge 40 del 2001 con la quale è stato dato al Marrucino il riconoscimento di Teatro lirico d’Abruzzo con un finanziamento, per la lirica, di un milione di euro. Questo ha consentito di entrare nel novero dei Teatri di tradizione riconosciuti dal Mibact a livello nazionale. È stato un gioco di squadra con l’allora presidente Giovanni Pace e il sindaco Nicola Cucullo, con il presidente della Deputazione teatrale e il maestro dell’epoca, Aurelio Bigi e Sergio Rendine. Posso però affermare con orgoglio che l’onore di mettere la firma su quella legge è stato mio».
Di Stefano elenca poi «l’istituzione di borse di studio per le scuole di specializzazione di medicina; la legge 6 del 2005 con l’istituzione dello sportello Informagiovani del Comune; il finanziamento per la ristrutturazione del Palazzo Massangioli e per l’utilizzo del complesso ex Enal, oggi Museo Universitario, il primo finanziamento per la ricostruzione della Biblioteca De Meis». Il candidato, già lanciato da Matteo Salvini in persona, continua: «Da parlamentare sono riuscito a far destinare un finanziamento post sisma del 2009 per la ristrutturazione della cupola di San Giustino e per il tetto della chiesa della Santissima Trinità. Ricordo la battaglia con 3.200 emendamenti per evitare l’approvazione della sciagurata legge del governo Monti per l’accorpamento delle Province con capoluogo Pescara, che non ha visto – per fortuna – il suo iter concludersi anche grazie allo sforzo del sottoscritto».
Di Stefano parla anche da cittadino: «La Casina dei Tigli alla Villa comunale è il mio orgoglio», dice, «nel 2016 aveva chiuso i battenti ma con un’iniziativa imprenditoriale da 500mila euro ho rilevato il contratto e ristrutturato il locale offrendo servizi e posti di lavoro a Chieti».
Di Stefano rivela due donazioni: «Quando nel 2010 Umberto Di Primio è diventato sindaco per la prima volta, abbiamo trovato le casse desolatamente vuote: in quell’occasione mi sono attivato personalmente per contrattualizzare Stanley Clarke, famoso jazzista americano, garantendone la presenza alla Settimana mozartiana e mettendo a disposizione 4mila euro, somma ma più chiesta indietro. Inoltre, per permettere al Marrucino di mantenere il titolo di Teatro di tradizione e fare le necessarie tre opere, come prescritto dalle regole, ho dato un contributo di 30mila euro: così ho consentito all’allora maestro Fabio D’Orazio di terminare la stagione garantendogli la copertura dei costi delle opere e arrivare a fare le tre produzioni atte a mantenere il titolo. Anche in questo caso ho elargito i fondi sotto forma di donazione». Un altro contributo è stato concesso alla Protezione civile teatina «per le spese notarili necessarie alla costituzione».
«Vado fiero dello sforzo d’amore e d’affetto per questa città e per il Marrucino attraverso il mio impegno economico personale, cosa che», conclude Di Stefano, «francamente e senza falsa modestia, credo di non trovare né a Chieti né altrove in altri politici. Poiché si discute sull’attaccamento e sull’amore per questa città, io credo che questi sentimenti vadano sostanziati con atti concreti».

