Di Stefano: staff e stipendi, ora faremo noi i controlli

Il consigliere della Lega annuncia: in commissione studieremo i curriculum del cognato del sindaco e degli altri membri. Gli aumenti? Un errore
CHIETI. È ancora scontro in Comune sullo staff del sindaco Diego Ferrara e sugli aumenti delle indennità ai politici che, in 5 anni, comporteranno una spesa di quasi 300mila euro. Al sindaco, che ha bollato come «una leggerezza» gli aumenti del 7% rispetto agli stipendi percepiti dalla passata amministrazione e ha liquidato come «offese» le critiche dell’opposizione, risponde Fabrizio Di Stefano, consigliere della Lega. E Di Stefano parla con i manifesti sui muri della città e con una presa di posizione: «Ferrara ha rimarcato l’affissione dei manifesti che portano la mia firma, definendoli appunto offese: se tali sono lo invito a denunciarmi», dice, «se invece sono semplicemente uno strumento politico per rendere noti due atti inopportuni, mi chieda scusa e ritiri le delibere».
Il primo atto finito al centro delle polemiche riguarda lo staff del sindaco con 6 persone, compreso il cognato di Ferrara, Mario Antonio De Gregorio Porta, papà della consigliera di maggioranza Giulia: «Il primo atto grida vendetta», dice Di Stefano, «è stato ampliato a dismisura lo staff e con criteri assolutamente opinabili. Nel tanto vituperato Parlamento, vi è una norma che impedisce l’assunzione come staff (portaborse) di parenti fino al terzo grado». Sulla delibera di nomina è scritto che De Gregorio è stato indicato non da Ferrara ma dal vice sindaco Paolo De Cesare: «E che la cosa sia apparsa disdicevole persino al sindaco, è lampante», accusa Di Stefano, «in quanto il cognato risulta assunto in staff non da lui, ma dal vicesindaco». Di Stefano annuncia controlli sul curriculum: «Come presidente di commissione di garanzia e controllo, andremo a prendere visione anche dei curricula per comprendere quale criterio meritocratico, se non la fiducia o la parentela, ci sia alla base di queste scelte».
Sugli aumenti, dopo la pubblicazione della notizia sul Centro, Ferrara ha assicurato che quel 7% in più sarà usato per aiutare le famiglie in crisi: «La pezza è persino peggiore dell’atto», commenta Di Stefano, «la solidarietà, la si fa con le proprie risorse e non con quelle dell’ente pubblico, cioè dei cittadini. Avete sbandierato ai quattro venti, che i conti del Comune sono disastrati. E allora cosa fate? Con le prime delibere assumete decisioni che fanno aumentare a dismisura i costi di staff ed emolumenti di chi vi ha preceduto? Le vostre azioni non sono leggerezze e le mie considerazioni non sono offese». (p.l.)

