Di Vincenzo, già decise tutte le nomine

9 Maggio 2015

Nuova Camera di Commercio: ai De Cesare tre incarichi, svelati i nomi della nuova giunta

CHIETI. «L'accorpamento tra le Camere di Commercio di Chieti e di Pescara è un adempimento obbligatorio previsto da disposizioni normative», si affrettano a dire dalla Camera di Commercio di Chieti per smorzare la polemica del consiglio di lunedì nel giorno di San Giustino. Ma il fuoco, anzi il rogo non si spegne. Ed i giochi di fusione sono già fatti. Così come le nomine che tra due giorni saranno ufficializzate. La nuova giunta della Camera del neo presidente Roberto Di Vincenzo sarà questa: Marisa Tiberio, Paolo De Cesare, Francesco Angelozzi, Claudio Travaglini, Pietro Iacobitti, Sandro Polidori, Lido Legnini e Nicola Sichetti. Già decisi anche i due vicepresidenti: la Tiberio, che sarà la vicaria di Di Vincenzo, e De Cesare jr. Così come sono già scritte le due cariche di peso. Quella all’azienda speciale Agenzia di sviluppo, braccio operativo dell’ente camerale, per anni presieduta dal compianto Dino Di Vincenzo, è stata affidata ad Angelo De Cesare che quindi fa la parte del leone. O quasi. Mentre l’Aspo, ovvero l’Agenzia di sviluppo portuale, andrà al sindacalista della Uil Mario Miccoli. Ma nella delibera di San Giustino, che due giorni fa ha fatto insorgere il candidato sindaco del centrosinistra Luigi Febo, novello paladino della teatinità, c’è un punto chiave. E’ l’ultimo, il numero 7.

Sarà votato mentre fuori, a poche decine di metri di distanza, sfilerà il corteo con in cima il busto argenteo di San Giustino. Il punto 7 crea le basi per la fusione delle Camere di commercio di Chieti e Pescara. E’ top secret fino a lunedì. Ma proviamo a fare un’ipotesi, magari tirando a caso. Di Vincenzo si fa delegare a formare un tavolo di lavoro con l’omologo di Pescara, Daniele Becci e con i due rispettivi segretari generali per decidere la governance della Camera di Commercio metropolitana. A decidere quindi saranno due pescaresi. Ed è come fare testa o croce con una monetina che ha due teste. Non è il film Borsalino (ricordate l’ultima scena?) ma Chieti è già fuori dai giochi. (l.c.)