Di Vincenzo, il presidente che vuole rilanciare Chieti

Personaggi della teatinità. Nato al Tricalle, al vertice della Camera di Commercio L’antropologo appassionato di fotografia sogna di far brillare di cultura la città
CHIETI. Roberto Di Vincenzo, personaggio a cui oggi dedico la mia vetrina, in una intervista televisiva, che mi ha rilasciato qualche giorno dopo la sua nomina a presidente della Camera di Commercio di Chieti, nell'esporre i suoi progetti per il futuro mi ha dichiarato: «Chieti è una città antica, piena di storia, di grande bellezza. Lavorerò perché i suoi cittadini riacquistino l'orgoglio di essere teatini». C'è da riconoscere subito che Roberto, da quando si è seduto sulla poltrona che per dieci anni venne occupata dal padre, Dino un grande imprenditore che ha lasciato profonde tracce del suo passaggio a Chieti e in tutta la regione, ha già dato convincenti prove che le parole di quel giorno non erano di circostanza, ma esponevano un concreto piano d'azione.
La mostra “Donna de Paradiso” in corso alla Bottega d'Arte, gli interventi per sanare vecchie ferite della città, dando una concreta mano al sindaco Di Primio e all'amministrazione comunale mettendo a disposizione preziose risorse, il rapporto instaurato con le associazioni cittadine che sta originando progetti tesi alla valorizzazione e al rilancio culturale di una «città con una nobile e antica storia alle spalle» sono ancora parole di Di Vincenzo «e con una grande potenzialità che le potrebbe permettere di imporsi come 'salotto buono' dell'intera area metropolitana» sono già esempi di cosa il neo presidente della Camera di Commercio può offrire alla sua città. Di Vincenzo è nato a Chieti 62 anni fa, il 31 marzo.
La sua famiglia abitava nella zona del Tricalle il padre Dino, la moglie Maria Di Pasquale, e quattro figli, Maria Antonietta, medico dietologo, Giovanni, ingegnere che ha raccolto nelle aziende di famiglia la pesante eredità paterna, Roberto e Valerio, medico chirurgo.
Roberto si è laureato in Lettere e Filosofia con indirizzo in Antropologia Culturale all'università degli studi di Perugia, seguendo la sua inclinazione verso tutto ciò che è cultura e co municazione. È ritenuto anche n ottimo artista della fotografia. Questa sua innata vocazione, irrobustita poi dagli studi e dalle esperienze maturate, lo ha portato a fondare la Carsa Comunicazione Integrata, che ancora oggi presiede. La Carsa è davvero un marchio che ha onorato l'Abruzzo, grazie alla sua più che trentennale attività (è stata fondata infatti nel 1979 ), con la pubblicazione di quasi quattrocento libri che hanno raccontato il territorio, celebrandone storia e bellezza con volumi di assoluto pregio. Inoltre la società ha al suo attivo l'organizzazione di eventi, di mostre e fiere, di allestimenti museali e di progetti comunitari.
Un impegno forte e costante con iniziative ed azioni sempre di alto livello. Nel 2005 Roberto Di Vincenzo è stato tra i promotori della 'Fondazione per le qualità italiane Symbola', di cui è amministratore. In questa Fondazione si trova in compagnia di personaggi come Ermete Realacci, Alessandro Profumo, Domenico De Masi, Fabio Renzi , Diego Della Valle, Walter Veltroni e altri ed ha l'impegnativo obiettivo di promuovere un nuovo modello di sviluppo orientato alla qualità in cui si fondono tradizione, territorio, ma anche innovazione tecnologica, ricerca e design. Sono tutte esperienze maturate che sta mettendo al servizio ora della sua città, nel ruolo che è stato chiamato a ricoprire. Anche nella realtà teatina, infatti, e di questo Di Vincenzo appare convinto, c'è bisogno di promuovere nuovi modelli di sviluppo per valorizzare il patrimonio storico culturale che la città ha la fortuna di possedere. Crede vincente l'idea del "salotto buono" da offrire all'area metropolitana, di cui è convinto assertore, con i suoi tesori d'arte, la sua cultura, i suoi musei, tutto in una città che vanta più di tremila anni di storia. Per farlo è alla costante ricerca di condivisioni e collaborazioni dal parte delle associazioni cittadine e di tutti coloro che amano la propria città.
I risultati già ci sono e altri ne verranno: è la scommessa che subito ha lanciato dalla sua poltrona di presidente dell'Ente Camerale e che ha tutta l'intenzione di vincere.

