Di Vincenzo jr e la gaffe di San Giustino

1 Maggio 2015

Camera di commercio, il neo presidente convoca la prima riunione nel giorno del patrono di Chieti

CHIETI. Che cosa è una gaffe o meglio un incidente diplomatico alla prima uscita del presidente neoeletto? La risposta è semplice: convocare il primo consiglio nel giorno meno adatto dell’anno, cioè l’11 maggio che, per i teatini, non è un giorno come tutti gli altri. Ma il nuovo presidente della Camera di commercio di Chieti Roberto Di Vincenzo, ha tradito subito le sue salde radici pescaresi perché, non più di due giorni fa, ha fatto avvisare i 28 neo consiglieri camerali che la prima riunione si svolgerà alle 16 in punto del giorno della festa del patrono di Chieti.

Così, mentre in piazza San Giustino sfilerà il busto argenteo del santo venerato dai teatini, secondo Di Vincenzo jr il consiglio camerale dovrebbe riunirsi non solo per la prima volta ma anche per votare una delibera epocale. Qui viene il bello che trasforma la gaffe dal sapore pescarese in guaio diplomatico capace di far riesplodere una atavica guerra di campanile. In poche parole, nel giorno della festa di San Giustino, la Camera di commercio di Chieti dovrebbe votare la fusione con i cugini pescaresi. Consiglieri appena eletti e vogliosi di far ripartire un carrozzone uscito da una stagione di sgambetti e veleni dovrebbero quindi decretare la propria fine. E come se i genitori di un neonato, nel giorno del lieto evento, chiamassero le pompe funebri. E pure è così.

Sull’ordine del giorno, fresco di stampa, della prima riunione del nuovo consiglio camerale si legge la data: “11 maggio 2015-ore 16.00” e la prima voce del documento recita: “approvazione verbale della seduta precedente del 14 aprile 2015”. Cioè la ratifica della nomina a presidente di Di Vincenzo. Il quinto punto dell’odg dice: “elezione della giunta camerale”.

Bene, diranno tutti, finalmente la nuova Camera di Commercio di Chieti, nata con un parto davvero difficile, può cominciare a vivere. Ma non sarà così. Il sesto e ultimo punto dell’invito infatti annuncia: “accorpamento della Camera di Commercio di Chieti con quella di Pescara”. Il neonato è già condannato a morte. Con una gaffe pescarese e senza la benedizione di San Giustino. (l.c.)

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