Dialfluid, l'assemblea con Lolli finisce in lite

Maestranze esasperate reagiscono con violenza alla mancanza di novità sulla vertenza con la Fresenius Medical Care. Contestati anche i sindacati: maschere di carnevale ai rappresentanti presenti. E oggi prosegue lo sciopero
CANOSA SANNITA. L'incontro ministeriale nella mattinata di ieri, poi la riunione a Canosa Sannita in serata con l'assessore alle Attività produttive nonché vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli. Ma il faccia a faccia è finito con una rissa. È stato un lunedì movimentato per gli operai della Dialifluids, sempre più delusi dalla mancanza di novità positive per il loro futuro. Nel tardo pomeriggio di ieri, Lolli ha incontrato le maestranze per spiegare loro quale sia la situazione attuale prospettata dalla Fresenius Medical Care. E l'esasperazione dei lavoratori è sfociata in violenza, fortunatamente contenuta dai carabinieri della stazione di Tollo presenti all'appuntamento. Dopo le parole dell'assessore si è accesa una discussione tra gli operai, divisi in aziendalisti e chi invece non accetta più le condizioni che la multinazionale tedesca sta dettando nelle trattative per la cessione del sito canosino.
In poco tempo i toni si sono sollevati, fino a sfociare in un parapiglia generale tra le opposte fazioni. Solo il pronto intervento delle forze dell'ordine ha evitato il contatto fisico. Sotto accusa sono finiti anche i segretari sindacali provinciali, rei secondo i lavoratori di non occuparsi seriamente della vertenza. Al vertice canosino erano presenti Ettore Di Natale, segretario della Cisl, e Carlo Petaccia della Cgil. A loro gli operai hanno fatto avere una maschera, provocatoriamente consegnata in segno di vergogna.
Dopo i momenti di tensioni gli animi si sono tranquillizzati ma stamattina le maestranze sono tornate a scioperare davanti alla Dialifluids, sbarrando la strada d'ingresso che porta alla fabbrica e non permettendo al direttore di raggiungere lo stabilimento. Sul posto si sono recati i carabinieri di Ortona, Tollo e Orsogna, oltre che la Digos. (Alfredo Sitti)

