Dialifluids chiude: stop fra 12-15 mesi

6 Giugno 2014

Canosa Sannita: nel vertice di Roma confermata la cessazione dell’attività. Stamattina nuova assemblea dei lavoratori

CANOSA SANNITA. Tutto come previsto. La vertenza Dialifluids di ieri mattina al ministero dello Sviluppo economico ha ufficializzato la volontà della cordata tedesca Fresenius Medical Care, guidata da Dominik Wehner, presidente e Ceo Emea, e Kent Wanzek, presidente e Ceo Global Manufacturing, di pervenire ad una graduale cessazione delle attività produttive del sito di Canosa Sannita entro 12-15 mesi. La Fresenius, di fronte alle autorità, tra cui il governatore della Regione, Luciano D’Alfonso, e il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, ha spiegato i motivi di questa scelta, giunta a seguito di approfondite analisi di mercato e dei presupposti industriali, che hanno reso impraticabili qualsiasi altra alternativa, seppur sia stata ricercata.

La presenza all’interno dello stabilimento abruzzese di macchinari, non di ultima generazione, che richiedono un rinnovamento con conseguente forte investimento economico, hanno fatto propendere l’azienda per uno stop delle attività nel sito industriale. Una notizia che, nonostante fosse nell’aria da giorni, non è stata accolta molto bene dai lavoratori, giunti a Roma in autobus per conoscere le sorti del proprio futuro. Lo stesso Legnini non ha accettato di buon grado la decisione del gruppo tedesco, a cui il sottosegretario all’Economia ha proposto di riflettere per tentare di tornare sui propri passi.

Pertanto è stato fissato un nuovo incontro per il 27 giugno, data entro la quale si spera che la Fresenius Medical Care possa cambiare le carte in tavola, per salvaguardare i 120 posti di lavoro della Dialifluids. Ma il cambio di rotta della stessa azienda tedesca appare un miraggio. Questa, infatti, ha dato la propria disponibilità a trattare, qualora ci fossero acquirenti, l’eventuale cessione dell’impianto di Canosa Sannita.

Tuttavia, nonostante la determinazione di proseguire sulla scelta indicata, la Fresenius ha evidenziato come sia pronta a mettere in atto un piano sociale che tuteli le lavoratrici e i lavoratori, sottolineando però l’auspicio che prevalga il senso di responsabilità e che non venga meno la produzione e la continuità della fornitura dei prodotti necessari alla sopravvivenza di migliaia di pazienti. È questo un chiaro riferimento allo sciopero che le maestranze hanno attuato incessantemente da tre settimane a questa parte, tramite cui sono state operate diverse clamorose forme di protesta, come il blocco stradale e l’occupazione dei magazzini, rendendo difficile il rifornimento delle sacche per la dialisi alle aziende ospedalieri italiane e estere.

E adesso cosa succederà? Alla vigilia del vertice romano le Rsu aziendali erano sembrate determinate e combattive a continuare la loro protesta in caso di novità poco positive. Ricontattate dopo l’incontro, non hanno saputo spiegare cosa verrà proposto nei prossimi giorni. Ulteriori decisioni verranno prese nell’assemblea tra i lavoratori che si terrà stamattina.

Alfredo Sitti

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