Dialifluids, denunciati nove lavoratori

26 Marzo 2015

Nuova punizione. L’azienda li accusa di violenza privata: avrebbero impedito al direttore di entrare durante lo sciopero

CANOSA SANNITA. Dirigenza-lavoratori, è caos. La vertenza sulla Dialifluids tocca probabilmente un punto di non ritorno dopo le ultime mosse attuate dalla direzione dello stabilimento canosino. Nove lavoratori, infatti, hanno ricevuto una denuncia penale con l'accusa di violenza privata a seguito delle manifestazioni di protesta dello scorso mese davanti all'azienda, nella cui occasione le maestranze avevano occupato la strada che porta all'ingresso della fabbrica. Avrebbero impedito al direttore di stabilimento, Giuseppe De Meis, di accedere al posto di lavoro e, basandosi proprio su tale motivo, la Dialifluids ha puntato il dito contro di loro. Si è trattato di un fulmine a ciel sereno per gli operai, già provati dalla concreta possibilità della perdita di un'occupazione, a cui si è aggiunta successivamente la lettera di sospensione a tempo indeterminato per sei di loro e la cassa integrazione forzata proprio dopo le ultime proteste. Come se non fosse bastato tutto questo, ora rischiano anche una condanna penale. A sostenere le ragioni dei nove operai (tra cui otto appartenenti alla Uil) saranno gli avvocati delle sigle sindacali “colpite”. Per la Uil, il sindacato maggiormente interessato dal provvedimento, a difendere gli otto operai ci penserà l'avvocato Carmine Di Risio. Oggi gli operai verranno interrogati davanti ai carabinieri della stazione di Tollo e poi, probabilmente, il legale potrebbe attuare una memoria al pubblico ministero per chiedere l'archiviazione del caso mancando, secondo la difesa, i presupposti del reato. Ed è su questo punto che i lavoratori premono: «Se il direttore avesse chiesto di entrare l'avremmo fatto passare», commenta Alessandro Primante, delegato Rsu Uil, uno dei denunciati. «Durante la manifestazione erano presenti le forze dell'ordine, se ci fosse stato chiesto espressamente di spostarci l'avremmo fatto. Sono dodici anni che faccio il delegato sindacale, ma quello che sta succedendo ora non mi era mai capitato». Diego Alfideo, altro lavoratore denunciato, esprime così tutto il suo dissenso: «Sono state messe sotto indagine nove persone per aver fatto cosa? Manifestato liberamente un disagio. Voglio solo dire che i reati, seppur infondati, vengono prescritti, ma la vergogna no». Sul fronte trattative per la cessione dello stabilimento, intanto, il 9 aprile ci sarà un nuovo tavolo ministeriale: «È un incontro pieno di speranze» sostiene il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, «ci potrebbero essere novità sostanziali per il futuro dell'azienda».

Alfredo Sitti

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