Dialifluids, gli operai tornano al lavoro

Canosa Sannita, dopo la protesta a Pescara attendono di conoscere le due aziende disposte a rilevare la multinazionale
CANOSA SANNITA. Nessuna sorpresa. Le maestranze della Dialifluids di Canosa Sannita, come avevano annunciato al termine dell’incontro di lunedì con il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore alle attività produttive, Giovanni Lolli, da ieri sono tornate a lavorare in fabbrica. Lo sciopero è durato un solo giorno, un lunedì difficile che ha segnato un nuovo capitolo della vertenza sullo stabilimento canosino. Dopo il sit-in davanti alla sede pescarese della Regione e il conseguente confronto con Lolli, i circa sessanta lavoratori hanno voluto dare fiducia agli amministratori regionali e attenderanno sviluppi sul loro futuro.
Le Rsu e la delegazione di operai presenti alla tavola rotonda con il vicepresidente della Regione hanno espressamente chiesto una partecipazione più attiva dei politici alla loro causa. Vogliono un’intermediazione con la multinazionale Fresenius Medical Care che, intanto, continua a non rivelare il nome dei due gruppi italiani interessati all’acquisizione della Dialifluids. Un velo di mistero che mette paura ai lavoratori, indotti a pensare come in realtà non ci sia nessuno disposto all’acquisto. E proprio alla Regione hanno chiesto di forzare la mano con la Fresenius, affinché sveli il profilo delle due cordate.
Le prime risposte sono attese già da lunedì quando Lolli sarà a Canosa Sannita per presenziare all’incontro pubblico organizzato dal Comune, nel quale si discuterà dello stato attuale della vertenza.
Lo snodo definitivo, però, ci sarà il 16 febbraio: il nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico decreterà a tutti gli effetti una svolta, positiva o negativa. Se la multinazionale tedesca tergiversasse ancora sull’argomento, le maestranze tornerebbero a protestare. E le manifestazioni sarebbero eclatanti.
Intanto il segretario provinciale della Cgil, Carlo Petaccia, ha voluto dare la sua versione dei fatti sullo sciopero di lunedì non accordato dal suo sindacato e sulle tensioni scaturite davanti agli uffici regionali, quando la delegazione dei lavoratori ha rifiutato la presenza dei segretari all’incontro con Lolli. «La Cgil non appoggia lo sciopero, ma venerdì al nostro arrivo in azienda era già stato deciso tutto, senza un confronto con noi», ha commentato Petaccia. «Lunedì, invece, è stato lo stesso Lolli a chiamarmi affinché presenziassi all’incontro. Se così non fosse stato, non sarei andato in Regione dato che la Cgil non aveva acconsentito alla protesta».
Alfredo Sitti
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