Dialifluids: un dito alzato scatena la nuova protesta

Una dirigente fotografata mentre attraversa il picchetto in auto e mostra il medio L’azienda agli operai che scioperano: tornate a lavorare se no pagano i pazienti
CANOSA SANNITA. Un dito medio alzato e rivolto ai numerosi lavoratori in protesta nelle vicinanze della Dialifluids, sta sollevando un nuovo polverone nella vicenda dello stabilimento di Canosa Sannita. Tra la rabbia e le tensioni che si sono avvicendate lunedì mattina, alla ripresa degli scioperi da parte delle maestranze della fabbrica del gruppo Fresenius, ai manifestanti non è sfuggito il gesto sfoggiato da una dirigente dell’azienda. Un cenno come a voler sfidare gli operai in rivolta che, nel frattempo, continuano imperterriti nella loro rimostranza.
I FATTI. Sono appena trascorse le 9 del mattino di lunedì e la strada che porta direttamente alla Dialifluids è stata da poco sgomberata. Il clima è ancora “caldo” e sul posto vigilano i carabinieri della compagnia di Ortona e della caserma di Tollo. Improvvisamente arrivano in fila, una dopo l’altra, le automobili dei manager dell’azienda: l’atmosfera diventa nuovamente incandescente e, ai lati della carreggiata, gli operai applaudono ironici, urlando al passaggio delle vetture. Queste viaggiano spedite verso la fabbrica e nessuno dei vertici aziendali risponde alle provocazioni. Nessuno, tranne uno. Al passaggio di un’auto di colore scuro, una delle dirigenti, seduta sul lato passeggeri, d’un tratto alza il dito medio verso i lavoratori. È storia di pochi secondi, quanto bastano però a scatenare la reazione dei presenti. Qualcuno richiama l’attenzione delle forze dell’ordine, segnalando quanto appena successo. Altri, armati di cellulari, fanno sapere di aver immortalato l’attimo, affermando «ecco con chi abbiamo a che fare».
IL GIORNO DOPO. Ieri mattina siamo tornati al presidio per tastare la situazione, apparsa comunque più tranquilla. Lo sciopero prosegue, in attesa di novità dal prefetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis, che sta lavorando sulla vertenza. Tuttavia, nessuno qui si è dimenticato di quel dito poco elegante. Un gesto giudicato dai manifestanti «non rispettoso e che ci allontana ancora di più da un ritorno al lavoro, perché in tal caso le tensioni resterebbero comunque altissime».
IL COMUNICATO DELL’AZIENDA. Proprio sul tema lavoro, la Dialifluids ha fatto sapere che «è imprescindibile dovere morale dell’azienda e dei lavoratori salvaguardare la produzione del preparato salvavita prodotto a Canosa nell’interesse degli oltre 1.300 pazienti uremici attualmente in dialisi peritoneale, la cui vita è legata a tale prodotto. È altresì doveroso, nell’interesse comune di azienda e lavoratori, rispettare gli obblighi assunti dinanzi al Servizio sanitario nazionale, in particolare verso l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che richiede alla comunità aziendale il rispetto dei suoi impegni nei confronti dei pazienti». Con queste parole la Dialifluids ha invitato i lavoratori a scindere l’attività produttiva dalla vertenza, per la quale venerdì ci sarà un nuovo confronto tra le parti al ministero dello Sviluppo economico. L’azienda ha precisato che l’organizzazione del turno giornaliero, causa delle proteste degli operai, prevede l’impiego di tutti i dipendenti indistintamente. Questi ultimi, però, continuano a non esserne convinti.
Alfredo Sitti
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