Diciamo addio anche a Palazzo de Mayo

4 Dicembre 2015

Una mail annuncia la chiusura del gioiello della Fondazione Carichieti: ieri il canto del cigno con il libro di Catena

CHIETI. Addio a Palazzo de Mayo. Chieti perde un altro pezzo importante. Questa volta la ferita riguarda il sistema culturale della città. Ieri il canto del cigno con la presentazione del libro di Ernani Catena “Sci ‘mbise chi t’ha fatte… n’atra vote”. La chiusura è stata annunciata da una mail inviata agli utenti della biblioteca di Palazzo de Mayo che parlava di “sospensione momentanea del servizio”. Chiuso anche il museo. Dipendenti regolarmente a lavoro, ma non si sa per quanto. Resterebbero al loro posto solo due impiegati. Le brutte notizie si sono diffuse velocemente, anche se la parola “chiusura” nessuno vuol pronunciarla. Non ha voluto farlo Pasquale Di Frischia, presidente della Fondazione Carichieti proprietaria del palazzo ed ex azionista di maggioranza della banca. Di Frischia non rilascia dichiarazioni, si limita a sottolineare che nelle comunicazioni ufficiali si parla di “sospensione temporanea”. E non hanno voluto parlarne neanche i protagonisti della presentazione letteraria di ieri pomeriggio, che a questo punto potrebbe essere uno degli ultimi eventi organizzati nella sede della Fondazione Carichieti. Sia l’autore, Catena, che Cinzia Di Vincenzo, tra i relatori dell’incontro, hanno però più volte sottolineato l’importanza di mantenere aperto uno “scrigno di tesori” come Palazzo De Mayo, il cui valore trascende i confini teatini, meta d’attrazione per l’intera regione ed oltre. Al termine del convegno è arrivato anche l’ex presidente della fondazione, l’architetto Mario Di Nisio che ha voluto la ristrutturazione del palazzo. «Per un periodo di tempo, ho dedicato la mia vita a questo palazzo», ha detto ricordando i tempi in cui guidava la fondazione. Una ristrutturazione lunga e costosa, quella dell’edificio, che ha anche costretto la fondazione a chiedere un prestito milionario alla Carichieti. L’unica speranza di salvezza per la fondazione sembra passare attraverso l’unione con altre fondazioni bancarie. Si sta lavorando a un progetto sviluppato in sede Acri, l’Associazione di fondazioni e casse di risparmio spa. Due giorni fa si è svolto a Roma un incontro in ambito Acri. Nei seimila metri quadrati dello storico palazzo vi sono alloggiati un museo, uno spazio per le esposizioni estemporanee e una biblioteca. Sotto l’edificio si trovano ipogei molto visitati, a partire dalla celebre Via Tecta. C’è poi anche un cortile dove è stato allestito un “teatro giardino” per concerti all’aperto. Nelle sue 23 sale, il museo conserva innumerevoli tesori d’arte, tra cui una collezione del mecenate abruzzese Alfredo Paglione. Che sarebbe pronto a riprendersi tutto.