«Diciamo no al forno crematorio»

18 Febbraio 2021

Polemica a San Salvo. D’Angelo (Psi): l’impianto va realizzato lontano dalle case

SAN SALVO. «Sì alla cremazione, no al forno crematorio in città». Il coordinamento territoriale del Psi si unisce al coro di chi è contrario alla localizzazione della struttura all’interno del cimitero, a ridosso del novo Polo scolastico, delle attività commerciali e dell’area residenziale che sta nascendo alle spalle. La querelle tiene banco a San Salvo dove è stata lanciata anche una petizione on line. «Nel processo di cremazione si producono polveri di monossido di carbonio, ossidi di azoto, e zolfo composti organici e inorganici, emissioni di mercurio zinco e diossine», annota Gabriella D’Angelo, coordinatrice del Psi di San Salvo, «perché allora non valutare la proposta di dislocare il tempio crematorio in altra zona non residenziale così come proposto dai consiglieri di opposizione? È vero che il regolamento di polizia mortuaria stabilisce che gli impianti di cremazione vadano realizzati entro i recinti dei cimiteri, ma è altrettanto vero che i cimiteri devono essere distanti almeno 200 metri dai centri abitati. A san Salvo, tutto intorno al camposanto sono stati rilasciati permessi a costruire che certo non rispettano la distanza indicata». Ma c’è anche un altro aspetto sul quale la socialista invita a riflettere: «In città piccole come la nostra il numero di persone che decideranno di ricorrere alla cremazione sarà talmente esiguo che, per sopperire ai costi dell’impianto stesso, San Salvo risponderà alle richieste provenienti dai comuni limitrofi ed anche dalla confinante regione Molise», aggiunge D’Angelo, «si creerà quello che qualcuno ha chiamato “turismo funebre” all’interno della città». (a.b.)