Dieci nomi per il dopo Di Primio Inizia la corsa per il Comune
Nel 2020 la città tornerà al voto e il sindaco, dopo due mandati, non potrà più ricandidarsi Ecco chi sono i primi papabili: pronti Di Biase e Colantonio, dalla società civile spunta Marchionno
CHIETI. Sono già cominciate le riunioni. Mascherate da incontri informali, combinati quasi per caso: camminate lungo corso Marrucino, caffè nei bar del centro, pranzi e cene, telefonate e catene di messaggi su Whatsapp. Perché il 2020 è vicino. Soprattutto per chi ambisce a candidarsi a sindaco. È troppo presto per uscire allo scoperto – il sindaco Umberto Di Primio ha ancora un altro anno e mezzo di amministrazione travagliata davanti a sé – ma per gli aspiranti primi cittadini è già ora di iniziare a costruire consenso, cioè le fondamenta di una candidatura. Negli ambienti politici rimbalzano i primi nomi: per ora, 10 sono quelli più accreditati ma la rosa potrebbe allungarsi o restringersi a seconda delle trattative.
STOP DI PRIMIO. Di certo c’è che l’era Di Primio si avvicina alla fine: entrato in Comune come vice sindaco di Nicola Cucullo, poi Di Primio è stato presidente del consiglio sempre con Cucullo e poi consigliere di opposizione con l’amministrazione di Francesco Ricci. Dopo Ricci, dal 2010, l’inizio del regno di Di Primio, ormai giunto al secondo mandato: in municipio da oltre 8 anni, Di Primio non può più ricandidarsi a sindaco. Niente, però, gli vieta di ripresentarsi come consigliere. Ma è un’ipotesi difficile visto che lo scenario più probabile è che al sindaco sia concesso un incarico in un ente strumentale della Regione a guida centrodestra. Se non accadesse, da candidato governatore in pectore, Di Primio potrebbe ritrovarsi fuori dai giochi della politica abruzzese a partire dal 2020. In questo caso, Di Primio potrebbe tornare in pista, senza neanche passare dalle elezioni, come assessore esterno.
DI PRIMIO-DI BIASE. Il sindaco starebbe spingendo per l’assessore fidata Carla Di Biase, già candidata alla Regione con Forza Italia (1.540 voti). Se il piano di Di Primio andasse in porto, Di Biase sarebbe il primo sindaco donna a Chieti.
RIVALI IN GIUNTA. Ma Di Biase non è l’unico assessore che potrebbe ambire alla poltrona di Di Primio: Mario Colantonio, assessore in entrambi i mandati del sindaco, prima ai lavori pubblici e ora all’urbanistica, è uno dei papabili. Colantonio, pronto a candidarsi alla Regione, è stato costretto a un passo indietro con l’uscita di scena di Fabrizio Di Stefano. Adesso, però, potrebbe tornare in pista. Anche il vice di Di Primio, Giuseppe Giampietro, potrebbe pensare al salto.
DE CESARE. In casa centrodestra si fa anche un altro nome: è quello di Paolo De Cesare, giovane imprenditore e figlio del costruttore Angelo. Componente del cda del Teatro Marrucino, consigliere della Camera di commercio e presidente dell’Ance giovani, De Cesare è uno che ha sempre dichiarato amore alla città ma le attività di famiglia potrebbero rivelarsi un freno.
MODELLO LEGNINI. Anche a Chieti, come già fatto in Regione, potrebbe essere riproposto il progetto di Giovanni Legnini con un centrosinistra aperto alle liste civiche. Ma come sarebbe scelto il candidato sindaco? Un’ipotesi è quella delle primarie allargate: Marco Marino, ex assessore con Cucullo e Ricci e avversario di Luigi Febo alle primarie del 2015, potrebbe ritentare. E anche Febo, così si dice, avrebbe voglia di prendersi una rivincita dopo la sconfitta di 4 anni fa contro Di Primio. Un altro nome è quello di Adele Campanelli, dirigente del ministero per i beni culturali ed ex direttrice del museo della Civitella.
MARCHIONNO. Tra i nomi provenienti dalla società civile spunta quello di Stefano Marchionno, avvocato, presidente dell’associazione Noi del Vico che raggruppa gli ex studenti del liceo classico, e vice capo delegazione del Fai. Marchionno, estraneo alla politica, potrebbe piacere a entrambi gli schieramenti: è al tempo stesso uno degli eterni sostenitori del Chieti e anima della vita culturale cittadina.
M5S-LEGA. Nonostante la sconfitta della teatina Sara Marcozzi alle ultime regionali, il M5S si è imposto come primo partito in città: 24,83% contro il 22,48 della Lega. Per i grillini, il più quotato sarebbe il consigliere Ottavio Argenio. Nella Lega, starebbe scalando posizioni Antonello D’Aloisio, già candidato sindaco con il Carroccio nel 2010 prima del boom di Salvini.

