Diga incompiuta a Chiauci Fine dei lavori tra due anni

La costruzione dell’opera iniziata 34 anni fa, il primo progetto discusso nel 1922 Nei giorni scorsi il sopralluogo dell’assessore regionale Imprudente
VASTO. La diga di Chiauci come il Mose di Venezia: un’opera faraonica che non finisce mai. Il Vastese costretto a vivere lunghi periodi di siccità è esasperato. I lavori iniziati ben 34 anni fa alla diga, salvo nuovi imprevisti, dovrebbero finire fra due anni. Lo ha garantito l’attuale commissario del Consorzio di bonifica, Franco Amicone, che ha ereditato debiti e intrecci burocratici e lo ha ribadito l’assessore regionale Emanuele Imprudente nel corso di un recente sopralluogo a Chiauci. Nel frattempo su quei lavori aleggia un’inchiesta della magistratura che ha portato a 8 rinvii a giudizio. «L’auspicio della città e del Vastese», ha rimarcato il sindaco Francesco Menna, «è che si arrivi all’ultimazione dell’opera prima possibile».
La grande sete del Vastese non può più aspettare che vengano risolti cavilli e superati intoppi. La diga dovrebbe servire il Basso Abruzzo e il Molise. Se il Vastese attende la conclusione di un’opera iniziata 34 anni fa, in Molise il progetto venne discusso per la prima volta nel 1922. Tra il dire e il fare sono trascorsi 97 anni. La diga di Chiauci è ancora oggi un’incompiuta dalle proporzioni gigantesche. Ricade in ben tre comuni: Pescolanciano, Civitanova del Sanno e Chiauci, anche se su quest’ultimo grava l’80% della struttura: 73 metri di altezza, 141 di lunghezza per una portata di 15 milioni di metri cubi d’acqua. Oggi ne ha poco più di 4 milioni. Perché l’opera è incompleta. Il primo progetto tecnico porta la data del settembre 1977. La Cassa per il Mezzogiorno finanziò l’avvio dei cantieri otto anni più tardi. Ma il dicembre dello stesso anno si fermarono i lavori. Cambiarono le norme sulle dighe e furono necessari adeguamenti. Ci vollero tre anni per riprogettare il tutto. Si riprese a scavare nel novembre 1990. Neanche il tempo di imbracciare gli arnesi e i lucchetti chiusero di nuovo i cancelli a causa di un contenzioso sull’impatto ambientale. La struttura è stata ultimata nel 1997 ma per funzionare necessita di alcuni lavori di completamento. Il commissario Amicone ha avviato e ultimato i lavori di messa in sicurezza della vallata del fiume Trigno , delle paratie e dell’ammasso roccioso. Lavori indispensabili e richiesti dal Registro dighe di Napoli. A maggio scorso è finito anche il primo stralcio della strada circumlacuale e sono partiti i lavori del secondo stralcio. Bene che vada l’invaso non potrà tuttavia essere ultimato prima del 2021.
Qualche tempo fa sui lavori infiniti alla diga di Chiauci è intervenuto il senatore Gianluca Castaldi (M5S) che nel definire la diga «un’incompiuta epocale», ha chiesto un cronoprogramma.
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