Dimezzati in città i contagiati Vaccini, protestano 18 sindaci

A Lanciano 206 positivi contro i 400 di metà febbraio. Un caso in Medicina: reparto chiuso e sanificato Sangro Aventino, i primi cittadini alla Regione: «Noi abbandonati». Focolaio nell’ospizio di Torricella
LANCIANO. In città si torna ai valori antecedenti il picco che da metà febbraio ha fatto sfiorare i 400 casi. Ci sono 206 positivi, ma con l’incognita dell’ospedale Renzetti dove è stato chiuso ai ricoveri il reparto di Medicina per un caso Covid. Cresce nel Sangro Aventino la protesta di 18 sindaci che, stanchi di attendere i vaccini, hanno scritto alla Regione che ha annunciato l’avvio delle vaccinazioni sui fragili da domani. «Partono altre categorie, in alcuni centri si fanno le seconde dosi, i nostri anziani restano senza vaccini», denunciano i sindaci. E a Torricella Peligna si fa i conti da domenica con un focolaio Covid scoppiato nella casa di riposo.
LA CITTÁ Con 18 guarigioni e solo 4 positivi, Lanciano scende a 206 casi, mentre le quarantene a 122. Sono i dati che annuncia il sindaco Mario Pupillo e che fanno lasciare alle spalle l’emergenza scoppiata a metà febbraio, quando si registravano oltre 100 casi a settimana e le guarigioni erano pochissime. «Siamo tornati alla situazione antecedente l’avvio della zona rossa», commenta Pupillo, «dopo un mese terribile per la crescita esponenziale dei contagi. Ma non dobbiamo abbassare la guardia». Intanto all’ospedale Renzetti nel reparto di Medicina si è registrato un caso Covid. Una paziente, negativa all'ingresso in reparto, è risultata positiva al tampone molecolare. È scattata la chiusura del reparto ai ricoveri, la sanificazione e i tamponi a tappeto su degenti e personale.
LA PROTESTA DI 18 SINDACI Hanno avuto un incontro con la Asl e sono stati “girati” alla Regione. Hanno chiesto un incontro all’assessore Nicoletta Verì, ma sono stati ignorati; ora 18 sindaci del Sangro Aventino, stanchi di attese infinite per vaccini inesistenti, hanno scritto alla Verì per aver spiegazioni, ma sono pronti anche ad altre azioni di protesta. «Siamo abbandonati. Vogliamo capire il perché di questi ritardi nella somministrazione dei vaccini agli over 80 dei nostri territori anche se ora, l’unica risposta che la Regione può darci, è consegnarci le dosi», dicono Vincenzo Muratelli (Altino), Raffaele Nasuti (Bomba), Massimo Tiberini (Casoli), Danilo D’Orazio (Civitella M.Raimondo), Andrea Schina (Colledimacine), Christian Simonetti (Colledimezzo), Carlo De Vitis (Fara San Martino), Mario Zulli (Gessopalena), Andrea Di Fabrizio (Lama dei Peligni), Carolina De Vitis (Lettopalena), Angelo Piccoli (Montenerodomo), Claudio D’Emilio (Palena), Consuelo Di Martino (Palombaro), Domenico D’Angelo (Pennadomo), Domenico Giangiordano (Roccascalegna), Raffaele Verrati (Sant’Eusanio), Gian Paolo Rosato (Taranta Peligna) e Carmine Ficca (Torricella Peligna). «Non riusciamo a comprendere i motivi per i quali i nostri cittadini non sono stati vaccinati. Facciamo parte di un’altra categoria rispetto alle altre aree dell’Abruzzo?», chiedono i sindaci. «Ci siamo fatti in quattro per aiutare i nostri anziani nelle prenotazioni vaccinali, abbiamo integrato l’elenco, collaborato, atteso il turno delle vaccinazioni delle forze dell’ordine, del personale scolastico e degli ottantenni delle zone rosse, ma a questo punto non capiamo proprio le ragioni dei ritardi nel nostro territorio, mentre in altre aree sono state avviate le inoculazioni delle seconde dosi. Perché questi ritardi? Come sono stati distribuiti i vaccini?». Intanto qualche risposta potrebbe arrivare stamane dal tavolo in prefettura per i comuni rossi di Casoli, Atessa, Santa Maria Imbaro e San Vito che ora dovrebbero avere la priorità nella somministrazione delle dosi.
IL FOCOLAIO È intervenuta l’unità Usca della Asl per verificare le condizioni di salute degli anziani della residenza “Casa tua” di Torricella Peligna, colpiti dal Covid. Come precisato dal sindaco Ficca sono 18 anziani e 3 operatori positivi. Tutti avevano ricevuto la prima dose del vaccino. «Sono stati attivati i protocolli e la situazione è sotto controllo», assicura il sindaco che l’11 marzo scorso aveva annunciato che nel comune non c’erano più casi.
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