Dipendenti pubblici a lezione: accordo tra Brunetta e Caputi

Il rettore e il ministro siglano l’intesa: costi agevolati per chi deciderà di iscriversi all’università teatina «Così sarà possibile rafforzare le competenze e rendere più efficace la risposta delle amministrazioni»
CHIETI. Dipendenti pubblici a lezione in università. Per rendere più efficiente la pubblica amministrazione e più efficace la sua azione a servizio dei cittadini, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni potranno iscriversi alla d’Annunzio già da quest’anno, a costi più bassi degli altri studenti, per elevare la loro formazione e svolgere meglio il proprio lavoro. È possibile grazie a un protocollo d’intesa firmato lo scorso 21 gennaio dall’ateneo e dal ministero della Pubblica amministrazione. A siglarlo sono stati il rettore Sergio Caputi e il ministro Renato Brunetta.
DIPENDENTI PIÙ QUALIFICATI
«L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza degli enti pubblici», spiega il rettore, ricordando che «nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza c’è una strategia di intervento per il miglioramento in termini di efficienza e di efficacia della amministrazioni pubbliche tramite il rafforzamento delle competenze del capitale umano delle amministrazioni. La formazione del personale in servizio nelle pubbliche amministrazioni viene intesa quale leva strategica di maggiore attrattività della pubblica amministrazione nonché per la modernizzazione dell’azione amministrativa e per la realizzazione di effettivi miglioramenti qualitativi dei servizi da rendere ai cittadini e alle imprese».
SPESE RIDOTTE
L’accordo prevede la riduzione delle spese di iscrizione a 500 euro l’anno, a cui va aggiunto il tributo imposto dalle Regione di 140 euro l’anno. Per l’iscrizione agli anni successivi, i dipendenti pubblici continuano a beneficiare di questo trattamento economico a patto che conseguano almeno la metà dei crediti formativi universitari previsti per ciascun anno di corso e per un numero massimo di anni pari alla durata legale del corso più due. L’opportunità è valida anche per i dipendenti della stessa d’Annunzio. Al fine di favorire la più ampia partecipazione ai corsi di studio universitari di primo e di secondo livello, ai master e ai corsi di formazione e di alta formazione, il Dipartimento della funzione pubblica può prevedere, al termine di ogni anno accademico, per ciascuno studente dipendente pubblico iscritto per l’anno accademico 2021-2022 e 2022-2023 il rimborso di quota parte del contributo di iscrizione versato. Il Dipartimento della funzione pubblica eroga anche all’università un contributo per l’attuazione dell’accordo, da quantificare anche in relazione al numero dei dipendenti pubblici che accedono all’offerta formativa, in ristori di costi generale di natura organizzativa, logistica e strumentale.
ACCORDO RATIFICATO
Il 7 ottobre scorso il ministero della Pubblica amministrazione e quello dell’Università e ricerca hanno firmato un protocollo con l’obiettivo di individuare università e enti di ricerca che potessero far parte dell’iniziativa. L’ateneo d’Annunzio è stato individuato in quest’ambito e lo scorso 21 gennaio il protocollo è stato formalizzato. Alla predisposizione dell’intesa hanno collaborato i docenti della d’Annunzio Andrea Ziruolo e Fabrizia Fontana. Il protocollo ha durata triennale e potrà essere in seguito rinnovato. Il consiglio d’amministrazione, nella seduta del 25 gennaio scorso, ha ratificato l’accordo. Che dunque è ora attivo a tutti gli effetti. A fine gennaio ai 3.200.000 dipendenti statali italiani è arrivata una lettera del ministro Brunetta per incentivarli a investire sulla propria formazione: chi non è laureato potrà laurearsi, chi lo è può prendere una specializzazione, chi non ha una cultura digitale potrà farsela e, insomma, chi ha carenze potrà colmarle.

