Direttrice del carcere sospesa un anno

16 Gennaio 2021

Avantaggiato indagata per truffa e peculato, sotto accusa gli straordinari e 500 euro presi dal fondo detenuti. La difesa: è innocente

LANCIANO. Sospesa dal lavoro per un anno la direttrice, fino a pochi giorni fa, del carcere di Lanciano Maria Lucia Avantaggiato. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal tribunale del Riesame, che ha respinto la richiesta di carcerazione avanzata dalla Procura frentana. Le accuse verso l’ex direttrice sono di presunta truffa e peculato. La decisione del tribunale del Riesame è stata già impugnata in Cassazione dai legali della Avantaggiato, Augusto La Morgia e Silvana Vassalli, pronti a difendere e dimostrare l’innocenza della propria assistita.
L’inchiesta su Avantaggiato, da poco trasferita all’ufficio formazione Dap di Roma dopo oltre 10 anni alla guida del supercarcere di Villa Stanazzo in cui ha dato vita e tante attività sociali e culturali, è nata nei mesi scorsi a seguito di alcune denunce partite dall’interno del penitenziario. Ad aprire il fascicolo il procuratore capo Mirvana Di Serio che ha affidato le indagini ai carabinieri della compagnia di Lanciano. Le accuse ipotizzate riguardano presunti reati contro la pubblica amministrazione: peculato e truffa. Sarebbero stati commessi nel corso del 2020. In particolare, per quanto riguarda la presunta truffa, sotto la lente di ingrandimento sarebbero finiti gli orari di lavoro della direttrice: ingressi e uscite che non sarebbero corrispondenti a quelli effettivamente svolti e, durante il lockdown, gli straordinari che sarebbero stati registrati mentre era in smart working. Il presunto reato di peculato riguarderebbe il fatto che Avantaggiato avrebbe preso 500 euro dal fondo carcerati, somma che poi avrebbe comunque restituito. La Procura ha chiesto al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa l’arresto della donna, ma il giudice ha respinto la decisione. La Di Serio ha così impugnato il provvedimento e fatto appello al Riesame. L’udienza si è svolta il 7 gennaio scorso e il provvedimento è stato emesso mercoledì: il tribunale del Riesame ha respinto la misura cautelare ma ha sospeso la direttrice dalle sue funzioni per un anno. Anche questo provvedimento è stato impugnato, ma dai difensori di Avantaggiato, La Morgia e Vassalli che hanno fatto ricorso in Cassazione. «Contestiamo ogni addebito: la nostra assistita è innocente», dicono i legali. «Contro il provvedimento del Riesame, che ha respinto la misura coercitiva ma ha dato 12 mesi di sospensione dal lavoro, abbiamo presentato ricorso in Cassazione». Avantaggiato, tramite i legali, si dichiara estranea ai reati contestati. Un’inchiesta e una sospensione che arriva in un momento delicato per il carcere, retto ora dal direttore di Chieti Franco Pettinelli, alle prese con un focolaio Covid, con detenuti e agenti contagiati.