Dirigente condannato La parte lesa: «Ecco l’abuso»

18 Luglio 2014

VASTO. A distanza di giorni la condanna ad 8 mesi per abuso decisa dal tribunale di Vasto per Alfonso Mercogliano, dirigente del Comune, continua a far discutere e divide l’opinione pubblica. Il...

VASTO. A distanza di giorni la condanna ad 8 mesi per abuso decisa dal tribunale di Vasto per Alfonso Mercogliano, dirigente del Comune, continua a far discutere e divide l’opinione pubblica. Il difensore, l’avvocato Nicola Mastrovincenzo ha preannunciato il ricorso in appello. Intanto il Centro ha ricevuto una lettera dalla persona che ha trascinato Mercogliano in giudizio, il dottore Elio Ciancio, e che tiene a raccontare la propria versione della vicenda giudiziaria.

«Mi sento in dovere, essendo stato uno dei protagonisti come parte civile nel processo, di raccontare la verità dei fatti così come realmente accaduti e non come riportati a proposito della condanna inflitta all’ex dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune. Nella sua qualità di responsabile dell’ufficio ha abusato dei suoi poteri venendo meno a precisi obblighi di legge che gli imponevano di adottare un provvedimento di demolizione di un manufatto, la cui concessione edilizia, da lui stesso rilasciata nel lontano 2007, era stata annullata dal Tar Abruzzo, nell’occasione da me adito con ricorso ad hoc, con una sentenza emessa nel 2009», scrive Ciancio. «Dopo la pronuncia del Tar, passata in giudicato nel 2010, il dirigente avrebbe dovuto emettere un consequenziale provvedimento di demolizione del manufatto, ormai completamente realizzato in tutte le sue parti», racconta Ciancio. «Dietro le mie insistenti sollecitazioni ad adempiere, Mercogliano invece si è barcamenato tra una serie di provvedimenti e di autorizzazioni di varianti, richieste dal proprietario, al solo fine di evitare di assumere l’unico provvedimento che la legge gli imponeva. È solo dopo questo suo lungo e colpevole tergiversare sulla vicenda che mi sono convinto ad esporre quanto stava accadendo alla Procura di Vasto». (p.c.)

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