«Diritti garantiti solo dalle regole»

Ortona, lezioni di legalità del prefetto Corona agli studenti delle superiori
ORTONA. Rispettare se stessi e gli altri è la chiave per una proficua educazione alla legalità. A sostenere la tesi è stato il prefetto di Chieti, Antonio Corona, che ieri mattina è intervenuto al convegno che si è svolto al Teatro F.P. Tosti di Ortona ''Percorsi di legalità - fai la cosa giusta''.
Si tratta di un progetto del Comune di Ortona, coordinato dalla Prefettura di Chieti e dal Comitato Provinciale per la Legalità, che ha visto coinvolte le scuole, le quali hanno presentato dei progetti sul tema e ieri mattina sono state premiate.
Ad essere omaggiati sono stati l'Istituto San Tommaso, gli istituti comprensivi 1 e 2, il liceo Classico e lo Scientifico, l'Istituto tecnico commerciale, il Professionale e il Nautico. Corona si è soffermato sull'importanza che riveste la famiglia nel contesto dell'educazione alla legalità e sull'unione di intenti che deve esserci tra scuola, comunità e famiglia stessa.
Al convegno erano presenti oltre al prefetto di Chieti, anche il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Rita Vitucci, il presidente del Rotary di Ortona, Elena Di Campli, il viceprefetto aggiunto, Luciano Conti, don Luigi Giovannoni e Marcello Impagnatiello del Soggiorno Proposta, la responsabile scientifica del progetto, Dasantila Hoxha, e diverse autorità ospiti in platea. A fare gli onori di casa sono stati il sindaco Vincenzo D’Ottavio e l’assessore alle politiche sociali, Francesca Licenziato, mentre ha coordinato i lavori la responsabile dei servizi sociali del Comune di Ortona, Paola Paolini. L'iniziativa ''Percorsi di legalità - fai la cosa giusta'' è iniziato nel 2013 e ha coinvolto gli studenti ortonesi: «Negli incontri che abbiamo avuto nel tempo con le scuole, ci ha colpito la visione problematica che si ha delle regole», ha commentato la responsabile scientifica del progetto Dasantila Hoxha. «C'è un pensiero negativo del termine» ha aggiunto, «manca la percezione di quei diritti che le regole sono in grado di garantire. La regola è garanzia della nostra libertà». (a.s.)

