Disabile abusata, i giudici vanno in trasferta
A processo un 70enne di Roccamontepiano, la giovane violentata sarà ascoltata in una casa di cura
CHIETI. È accusato di atti sessuali «ripetuti e abituali» sulla figlia dell’amico, una ragazza di 30 anni disabile al cento per cento. Un incubo andato avanti per 4 anni, da inizio 2012 a gennaio del 2016. I rapporti si sarebbero consumati nella casa della vittima, a Chieti Scalo: al termine di ogni abuso, lui le avrebbe consegnato pochi spicci. Dopo anni di violenze, la giovane ha persino tentato il suicidio buttandosi dalla finestra. È entrato nel vivo ieri mattina il processo nei confronti di E.B., 70 anni, di Roccamontepiano: è imputato per violenza sessuale continuata. La vittima è attualmente ricoverata in un istituto e non può allontanarsi dalla struttura a causa delle sue condizioni di salute. Ecco perché, il prossimo 19 febbraio, sarà il collegio del tribunale di Chieti, composto dal presidente Guido Campli e dai giudici Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio, a recarsi nella casa di cura per l’audizione della ragazza.
A condurre le indagini sono stati i carabinieri di Chieti Scalo: uno dei militari che ha seguito il caso ha testimoniato ieri in aula. E.B., secondo l’accusa del pm Giuseppe Falasca, ha compiuto atti sessuali (anche completi) con la ragazza abusando delle sue condizioni d’inferiorità psichica. L’uomo, difeso dall’avvocato Manuela D’Arcangelo, nega categoricamente ogni accusa. L’imputato era un amico di famiglia, che frequentava l’abitazione dei genitori della vittima e spesso si occupava di piccoli lavori di manutenzione. Quando c’era da riparare una serranda o una porta, ci pensava lui: era ricompensato con i soldi della benzina oppure con un invito a restare a cena. Nel gennaio del 2016 il papà della disabile ha saputo delle violenze da una signora che assisteva la figlia. Casualmente la donna ha visto la ragazza in atteggiamenti intimi con l’anziano e ha riferito l’episodio prima al parroco del quartiere e poi al genitore che, come comprensibile, è andato su tutte le furie e si è rivolto ai carabinieri. Ieri la testimone è stata ascoltata in aula e ha confermato quanto già riferito in caserma. (g.let.)

