Disabile grave non può uscire «Venite a casa a farmi la dose»

SAN SALVO. «Chiedo solo che sia rispettato un diritto di tante donne e uomini, giovani e anziani, nella mia condizione: poter ricevere la vaccinazione a casa». Voleva far recapitare quest’appello al...
SAN SALVO. «Chiedo solo che sia rispettato un diritto di tante donne e uomini, giovani e anziani, nella mia condizione: poter ricevere la vaccinazione a casa». Voleva far recapitare quest’appello al generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid, che doveva far visita, oggi, al centro vaccinale di Vasto. La visita è stata annullata per sopraggiunte esigenze ma Andrea Ognissanti lancia ugualmente la sua sollecitazione. Andrea è un disabile grave, affetto da patologia neurodegenerativa ed è costretto a utilizzare un ventilatore polmonare 24 ore al giorno. Andrea ancora non è vaccinato.
«Questa richiesta», precisa Andrea, «nasce dal fatto che io e tanti altri nelle mie condizioni, abbiamo forti difficoltà ad uscire di casa, anzi, da quando c’è il Covid non siamo usciti più: più che rischiose sono le conseguenze di beccarci il virus». Andrea ha comunicato questa esigenza vitale al medico di famiglia e alla Asl. «A gennaio mi sono iscritto alla piattaforma regionale per le vaccinazioni e sono stato chiamato tre settimane fa per andare a fare il vaccino. Abbiamo fatto presente la mia situazione e ci hanno assicurato che sarebbero venuti, a casa, di lì a poco». Promessa vana. «Una settimana fa mi hanno richiamato e sempre per andare a fare la vaccinazione fuori casa e abbiamo ripetuto la stessa cosa. Papà è andato allora al poliambulatorio e non ci hanno dato una risposta precisa e valida. Mia sorella è riuscita a parlare con gli amministratori comunali e ci hanno assicurato che i medici prima o poi sarebbero venuti a casa e, addirittura pare che io non fossi neanche nell’elenco delle persone da vaccinare a domicilio».
Ecco, Andrea è quel “prima o poi” che non riesce a comprendere, è quell'approssimazione che si aggiunge alla sofferenza, anzi la fa altro, la trasforma in rabbia e sgomento. «Come posso andare in un centro vaccinale se è più di un anno che vivo da recluso in casa? E com’è possibile che siamo arrivati a maggio e ancora io e altri nelle mie condizioni ancora non siamo vaccinati? Spero che questo grido di dolore», conclude Andrea, «giunga ugualmente al generale Figliuolo».
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