Disabile non ha soldi per la bolletta e gli tolgono l’acqua

25 Settembre 2014

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. L’autorevole enciclopedia Treccani definisce l’acqua come un bene primario che non può essere negato ai cittadini. La stessa Costituzione, all’art. 2 afferma: «La...

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. L’autorevole enciclopedia Treccani definisce l’acqua come un bene primario che non può essere negato ai cittadini. La stessa Costituzione, all’art. 2 afferma: «La somministrazione dei servizi essenziali è volta a soddisfare i bisogni primari aventi fondamento costituzionale nella tutela di diritti inviolabili come il diritto all'acqua potabile».

Dai principi enunciati si passa alla pratica: la morosità dell'utente è ragione sufficiente a soddisfare la sospensione della fornitura di un bene primario come l'acqua? No, hanno sentenziato alcuni Tribunali, tali tagli sono illegittimi. Questi principi sembrano che a Sant’Eusanio del Sangro non valgano. F.T. è un uomo di mezza età, invalido all’80%, seguito dal Cim da alcuni anni; separato, vive da solo nella casa di sua proprietà; non può lavorare e “campa” con una pensione sociale di 289 euro. Una settimana fa, va in bagno per lavarsi e dai rubinetti non esce niente.

Aspetta, riprova! Ancora niente. Allora scende in strada, chiede, e nota che sul suo contatore sono stati apposti i sigilli. La qual cosa ha ancor più aggravato il suo stato di salute.

«Non ce la faccio ad andare avanti, ho luce e gas arretrati, non ho soldi e non ho aiuti» dice. «Fino a qualche mese fa lavoravo con la borsa lavoro e racimolavo altre 300 euro riuscendo a vivere con un po’ di dignità. Adesso la borsa lavoro ci è stata tolta dai servizi sociali e nessuno s’interessa a noi. Questa non è vita». F.T. afferma che gli è arrivata una comunicazione di un avvocato dell’ente erogatore, ed è vero che non ha pagato una bolletta di 320 euro di acqua la quale va ad aggiungersi a un paio di 25-30 euro l’una. «Sì, è tutto vero, non ho pagato perché letteralmente non ho soldi, se stavo in situazione rovinata prima, adesso essa è drammatica». Il disabile da quando ci sono i sigilli, si fa dare dai vicini qualche secchio d’acqua da usare per il bagno e conserva una bottiglia per prendere le medicine; l'igiene personale e dell'ambiente sono diventate una chimera. Per inciso, la giurisprudenza dice che si può solo calare la portata giornaliera di un utente moroso, ma non staccare del tutto l'acqua.

Matteo Del Nobile

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