Disabile prigioniero in casa da tre anni a Chieti, il Comune: «Avviate le verifiche»

24 Febbraio 2026

L’assessore Giannini e la richiesta per intervenire sull’alloggio e superare le barriere architettoniche: «È stata sollecitata l’Ater affinché individui presto una soluzione strutturale al problema abitativo»

CHIETI. Non c’è una data né una tabella di marcia, ma la promessa di «verificare se sia stata presentata da Ater una richiesta che consenta di intervenire sull’alloggio e superare le barriere che impediscono al signor Cupido di uscire dalla propria abitazione».

La storia è quella raccontata la scorsa settimana dal Centro: un 67enne teatino, Carmine Cupido, ex camionista oggi affetto da disabilità grave e costretto da tre anni in casa su una sedia a rotelle per un gioco di rimpalli tra l’Ater, che gestisce l’abitazione di via Grifoni, e il Comune da cui dovrebbe arrivare il nullaosta per la costruzione di uno scivolo che dal balcone apra varco fino alla strada, nel quartiere Filippone. Senza scivolo, Cupido non può muoversi al di fuori di quelle mura divenute «una prigione», ma per oltre due anni nulla si è mosso nella sua direzione. In questa storia di immobilismi e scartoffie della burocrazia, il Comune vuole fare chiarezza: «Non è rimasto inattivo», spiega l’assessore alle Politiche sociali e assistenziali, Alberta Giannini, «attraverso il Pronto intervento sociale, l’Ente ha preso in carico il signor Cupido già da due anni, accompagnandolo nell’accesso ai sostegni e ai benefici previsti e garantendo il supporto sociale necessario in una condizione tanto complessa e delicata». Se la risposta alle accuse di noncuranza appaiono puntuali, rimane ancora avvolta dalla guaina del mistero la questione delle responsabilità: chi costruisce lo scivolo? Gli addetti dell’Ater che hanno preso le misure per la sua realizzazione (a due anni dalla prima richiesta) hanno congelato il progetto – è il racconto di Cupido – per una carta del Comune che dia il lasciapassare per l’abbattimento di una recinzione a ridosso del cortile condominiale; l’assessorato guidato da Giannini, contestualmente, afferma di aver richiesto ad Ater «di chiarire la situazione e di individuare una soluzione strutturale al problema abitativo», anche se «al momento non abbiamo riscontro sugli sviluppi di questa richiesta».

In questo mosaico di mille tessere manca quella della Asl: una sedia a rotelle elettrica, richiesta e mai ottenuta. Eppure, anche qualora Cupido riuscisse ad avere il suo scivolo, muoversi in strada in autonomia con una vecchia sedia a rotelle manuale lungo il saliscendi tortuoso del Colle sarebbe quantomeno complesso.

Su questo fronte nulla si è messo neppure dopo il suo racconto: c’è l’autorizzazione del fisiatra, del neurologo, del Centro che ha preso in cura Cupido (tutti attori necessari all’approvazione della domanda). La Asl chiede, in un documento, il termine del percorso di riabilitazione previsto dalla terapia. Ma quel percorso – carte siglate e spedite all’azienda – si è concluso lo scorso dicembre, in anticipo rispetto ai tempi previsti inizialmente (fine febbraio) e da allora nulla si è mosso. Dopo trent’anni sui camion in giro per l’Europa, si presenta a Cupido quella che somiglia a una legge del contrappasso: aspettare o muoversi nei margini di un dedalo fatto di promesse e rinvii.

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