Discarica bruciata «Ci autotassiamo per le nuove analisi»

Colle Sant’Antonio. I residenti si rivolgono a un privato Il Wwf e 13 associazioni: basta con i rifiuti in Val Pescara
CHIETI. Autotassati per poter pagare analisi suppletive sull’incendio della discarica di Colle Sant’Antonio. I residenti della zona hanno deciso di pagare di tasca propria altre analisi sui possibili danni derivanti dal rogo divampato nella notte tra il 27 e il 28 giugno scorsi. Su iniziativa dell’associazione Amici del Colle, presieduta da Marcello Marino, è partita una colletta che è riuscita a raccogliere la somma di 3.500 euro. Le nuove analisi, affidate a un istituto privato, daranno i primi risultati a giorni. «Abbiamo deciso di finanziare di tasca nostra questo intervento perché non ci fidiamo delle risposte della pubblica amministrazione», ha detto Marino che ha preso parte ieri, in rappresentanza dell’associazione, alla presentazione della richiesta di moratoria sugli impianti di rifiuti che si trovano in Val Pescara, presentata alla Regione da 14 associazioni su iniziativa del Wwf.
«La Val Pescara è letteralmente assediata dai rifiuti», ha detto la presidente Wwf Chieti-Pescara, Nicoletta Di Francesco, «con numerose aziende che operano nel settore, con un incredibile numero di discariche abusive, con un preoccupante numero di incendi, in gran parte dolosi, che generano periodiche nubi tossiche di fronte alle quali le attività di prevenzione e di controllo oggi disponibili si sono rivelate palesemente inadeguate». Di fronte a questa difficile situazione e dopo il disastro di Colle Sant’Antonio, le 14 associazioni hanno deciso di chiedere alla Regione la sospensione, con effetto immediato, in tutto il territorio della Val Pescara e centri vicini, del rilascio delle concessioni per l’apertura di nuovi impianti di trattamento rifiuti, o anche semplicemente di deposito temporaneo, nonché di ampliamento di impianti già in esercizio. Il divieto dovrà durare fino a quando non saranno censite e bonificate, o quanto meno messe in sicurezza, tutte le discariche esistenti e sino a che non verrà varato il nuovo Piano regionale dei rifiuti. La petizione è stata inviata ieri al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, all’assessore regionale all’ambiente, Mario Mazzocca, e al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. Primo firmatario della petizione è Nicoletta Di Francesco del Wwf. Ci sono poi le firme dei responsabili di Legambiente, della sezione teatina di Italia Nostra, di quella pescarese di Italia Nostra, della delegazione Fai di Chieti, dell’associazione Marevivo Abruzzo, di quella Amici del Colle, del presidio Libera Chieti, del comitato Villablocc, del centro Assemblea cittadina, della Pro Natura, di Chieti Nuova 3 Febbraio, di Acqua e beni comuni e di Confcommercio. Significativa, quest’ultima, trattandosi di una organizzazione di categoria, come è stato sottolineato in conferenza stampa, dove si è pure accennato al fatto che altre associazioni, al contrario di Confcommercio, non hanno ritenuto di partecipare. È stato anche ricordato che già nell’ottobre del 2009, al culmine di un periodo caratterizzato da numerosi incendi, centinaia di cittadini e numerose associazioni sfilarono da Madonna delle Piane a piazzale Marconi dietro un significativo striscione con su scritto “Basta rifiuti a Chieti”. Una richiesta che si estende oggi all’intera Val Pescara dopo i problemi sollevati dall’incendio di Colle Sant’ Antonio. (a.i.)

