Discarica con l’amianto Lite sui fondi per il ristoro

20 Giugno 2018

Ortona. I consiglieri Marchegiano e Cauti: soldi alle zone vicine all’impianto Il sindaco: rispettiamo la volontà del consiglio, l’ambiente non va deturpato

ORTONA. La discarica di rifiuti contenenti amianto torna a far discutere a Ortona. Il dibattito si sposta sul piano politico e sono i consiglieri di minoranza Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti ad alimentarlo. Questi invitano l’amministrazione a utilizzare i fondi del ristoro ambientale - il protocollo d’intesa tra Regione, Comune di Ortona e la Sigma 90 che gestisce la discarica di Contrada Taverna Nuova stabilisce che tale ristoro ammonti a 1,80 euro per ogni tonnellata di rifiuti conferiti - per risarcire esclusivamente le contrade circostanti la discarica stessa. L’esortazione arriva dopo la delibera di giunta del 17 maggio che ha modificato l’indirizzo previsto e che voleva l’utilizzo degli introiti per opere e interventi nelle località contigue alla discarica.
«Tale previsione era giustificata dall’opportunità di risarcire i residenti della zona che, a causa di quell’insediamento, continuano a subire un peggioramento della propria condizione di vita», dichiarano Marchegiano e Cauti. Basti pensare, ad esempio, «al crollo del valore degli immobili e dei terreni vicino all’impianto». Ma la recente delibera di giunta estenderebbe le possibili aree destinatarie dell’ecoristoro a quelle attraversate dai mezzi diretti in discarica: «Considerando che l’ubicazione dei rifiuti contenenti amianto non può essere anticipatamente conosciuta, ogni area del territorio comunale potrebbe essere interessata, anche solo una volta, dall’itinerario dei mezzi che trasportano il materiale da smaltire», dicono i due consiglieri. «Tale formulazione risulta sprovvista di chiarezza ed espone l’utilizzo dell’ecoristoro a scelte arbitrarie dell’amministrazione, vanificando la funzione di tali fondi che, a norma di legge, è del risarcimento compensativo attraverso il miglioramento ambientale e la dotazione di servizi nelle aree interessate». Marchegiano e Cauti temono che si vogliano «allontanare i fondi in questione dalle aree interessate, mortificare le famiglie residenti ed aprire la strada ad altri utilizzi».
Il sindaco, però, chiarisce che «l’amministrazione non intende prescindere dalla volontà del consiglio comunale e quindi ha ritenuto opportuno modificare la delibera della giunta D’Ottavio, riproponendo una definizione territoriale più consona a esigenze e preoccupazioni dei residenti, chiarendo che le opere pubbliche saranno effettuate “per tutte le zone contermine all’ubicazione della discarica e per quelle attraversate dai mezzi che conferiscono alla stessa”». Il sindaco ricorda infatti che il volere espresso dal consiglio comunale nel 2014 era di impegnare le risorse finanziare del ristoro ambientale a favore dei territori e residenti delle aree vicine alla discarica, ma una delibera della giunta D’Ottavio del 30 dicembre 2016 aveva ristretto le aree su cui impegnare le somme “nella zona di Iurisci, Sarchese e Carlone”».
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