Discarica, contestato l’ampliamento

24 Dicembre 2019

Lanciano. Anche la maggioranza in Comune si divide sul progetto di Cerratina

LANCIANO. L’ampliamento della discarica di Cerratina, a Lanciano, divide la maggioranza. A distanziarsi dalla posizione assunta dall'amministrazione comunale per voce dell’assessore all'ambiente, Davide Caporale e del sindaco, Mario Pupillo è difatti il gruppo civico Progetto Lanciano che tra le sue eterne e storiche battaglie vede appunto quella in materia di rifiuti e discariche. Ma il sindaco Pupillo, in risposta all’attacco del gruppo consiliare di minoranza, Libertà in Azione, prende tempo: «La EcoLan ha proposto l’inizio alle procedure per valutare e predisporre uno studio di prefattibilità dell’ampliamento della discarica di Cerratina, che dovrebbe esaurirsi fra 4 anni. Il problema esiste e va affrontato con anticipo. Una volta presentato il progetto inizieremo le procedure con il coinvolgimento di tutti portatori di interesse per esprimere il parere sulla proposta, dalle forze politiche alle forze ambientaliste fino ai cittadini che coinvolgeremo con la Consulta ambientale insieme alla Regione». Pupillo taccia la minoranza di “allarmismo”: «La discarica ha perso le caratteristiche delle vecchie discariche inquinanti. Oggi è formata da materiale inerte stabilizzato e trattato, i rifiuti non emanano odori».
Contro ogni ipotesi di ampliamento, Progetto Lanciano si erge però compatta: il vicesindaco Giacinto Verna, l’assessore Carlo Orecchioni, i consiglieri Arturo Di Corinto, Gabriele Paolucci, Paola Zulli e Michele Ucci e il coordinatore cittadino Daniele Pagano chiedono a Pupillo di «intraprendere soluzioni alternative che non siano penalizzanti per il territorio. La discarica consortile ha subìto dal 2012 al 2017, ben tre aumenti di volumetria per un totale di 675.800 metri cubi. Oggi più di ieri, non comprendiamo la necessità di un ulteriore ampliamento, se consideriamo che la raccolta differenziata dei Comuni soci Ecolan si attesta al 75%. È chiaro che se nell’impianto si conferissero solo i rifiuti consortili, non ci sarebbe alcuna esigenza di ampliamento, tenendo a mente che la discarica ha ancora 330.000 metri cubi di capacità residua».
E anche a Mozzagrogna si fa sentire il fronte del no, per voce dell’ex sindaco Giuseppe Bussolo che si fa portavoce di un gruppo di cittadini. «Già nel 2000 l’amministrazione comunale si oppose», spiega Bussolo, «in seguito a controlli della Regione risultò che le acque sotterranee della zona di Castel di Septe erano inquinate come i pozzetti d’ispezione della discarica. Prima che il Comune di Lanciano apporti una variante al Prg chiediamo verifiche sull’inquinamento delle acque sotterranee delle zone vicine alla discarica».
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